Vittoriaincucina

Il blog delle amiche del Prezzemolino

Archive for the ‘Articoli di cucina’ Category

gen-31-10

Le torte per Stefano

Posted by Vittoria

Stefano ha compiuto due anni e questa volta la torta l’ha scelta lui, mi ha detto voglio ” petta e petta ” che fare non lo si accontenta .

E allora una per il compleanno con i parenti e l’altra per la scuola .

 

 

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e questa

 

 

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Le api le devo portare a scuola.

dic-15-09

Torta per matrimonio

Posted by Vittoria

Mi ci è voluta una settimana per idearla, e due giorni per farla, poi quando sei in corso d’opera ci sono sempre dei cambiamenti. Doveva venire senza coccarda e sopra dovevo mettere dei fiori , poi quando ho messo i fiori non mi piacevano e allora ho pensato alla coccarda e per coprire una piccola magagna  il drappeggio .Dallo stress perchè è stato il mio dono di nozze mi è venuto l’herpes . Comunque sono stata soddisfatta del risultato, ho indovinato ache il colore.Non è precisissima ma ancora non ho tutta l’attrezzatura.

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nov-3-09

Lo zafferano

Posted by Vittoria

Tratto da wikipedia

Lo zafferano vero (Crocus sativus) è una pianta della famiglia delle Iridaceae. Coltivata in Asia minore e in molti stati del bacino del Mediterraneo. In Italia le colture più estese si trovano in Abruzzo e in Sardegna, altre zone di coltivazione degne di nota si trovano in Umbria ed in Toscana. Dallo stimma trifido si ricava la spezia denominata “zafferano”, utilizzata in cucina ed in alcuni preparati medicinali.

La parola zafferano, deriva dalla parola latina safranum, che a sua volta deriva dall’arabo zaʻfarān (زعفران) (da aṣfar (أَصْفَر‎), che significa “giallo”).

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questa è una parte della mia produzione di zafferano , che soddisfazione però capisco il lavoro che c’è dietro, tutti i giorni bisogna raccogliere i fiori e separarli , io ne ho pochi ma è un lavorone.

Con il raccolto ci farò un risotto .

mag-2-09

I corzetti

Posted by Vittoria

I corzetti sono un tipo di pasta che io adoro, semplice  , purchè si ha lo stampo per farli.Sono andata su wikipedia ed ho trovato queste

I corzetti o croxetti sono una pasta tipica della cucina ligure (in dialetto genovese curzetti).
Ne esistono due tipi: quelli valpolcevereschi, dalla caratteristica forma a piccolo 8 (otto) e quelli stampati (curzetti stampae). Sono detti stampati perché la decorazione di questi piccoli cerchi di pasta a forma di medaglione è ottenuta mediante uno stampino in legno che decora la pasta in modo da “prepararla” ad accogliere meglio il condimento.
Parallelemente alla produzione artigianale, esiste anche una produzione industriale dei corzetti che viene normalmente effettuata con macchine raviolatrici.
I corzetti stampati (”cruxetti”) compaiano nel medioevo, nell’epoca rinascimentale. Le famiglie nobili del tempo pare ordinassero ai loro cuochi di realizzare un tipo di pasta che riportasse il proprio stemma, tutto ciò con lo scopo di rammentare ai commensali l’importanza della loro famiglia e per riaffermare il proprio dominio sul territorio. Le incisioni erano solitamente differenti sulle due parti. Il nome deriva dall’immagine stilizzata di una piccola croce, una crocetta (”cruxetta”) con la quale veniva originariamente decorato un lato di questi medaglioni, da qui il nome “cruxettu”. Nel levante ligure, con la parola “corzetto” s’intende sia lo stampo di legno che la pasta così incisa. Gli stampi sono composti da due parti: una è un cilindro con una parte dai bordi taglienti e serve per tranciare i dischi di pasta, l’altra ha la forma di timbro.

apr-29-09

Il manuale di nonna papera

Posted by Vittoria

A volte per cercare un libro metto sottosopra tutto senza tanti risultati , però questa volta non ho trovato quello che cercavo , ma ho trovato questo

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Il manuale di nonna papera , il mio primo libro di cucina che mi comprai       a 12 anni, certo già avevo la mente presa dalla cucina .

Le ricette non so se l’ho fatta qualcuna, perchè mia madre non sapeva cucinare e non mi aiutava e mia nonna non sapeva leggere e le nuove ricette erano tabù .

Però era sempre vicino a me ed è stata una gioia riaverlo tra le mani .

apr-28-09

Roveja

Posted by Vittoria

Il giorno che ci siamo incontrate per un thè ho portato due sacchetti di roveja , uno per Stefania ed uno per Eleonora .

Come polenta non l’ho mai mangiata , ma ho fatto la zuppa e i crostini ed è buona , ci vuole una lunga cottura e può essere utilizzata come tutti i legumi.Dalle mie ricerche su internet ho trovato questo.

La roveja è un piccolo legume simile al pisello anche detta rubiglio o corbello, dal seme colorato che va dal verde scuro al marrone, grigio, con sapore simile alla fava. Nei secoli passati era coltivato su tutto l’ appennino umbro-marchigiano, in particolare sui Monti Sibillini, dove i campi si trovavano anche a quote elevate: la roveja è resistente anche alle basse temperature, si coltiva in primavera-estate e non ha bisogno di molta acqua. Cresce anche in forma spontanea, lungo le scarpate e nei prati, ma nei secoli passati era protagonista dell’alimentazione dei pastori e contadini dei Sibillini con altri legumi poveri quali lenticchie, cicerchie, fave. Proprio perché cresce da sempre anche allo stato selvatico alcuni ricercatori sostengono che si tratti di un progenitore del pisello comune. Secondo altri invece è una vera e propria specie (Pisum arvense) differente da quella del pisello (Pisum sativum), in ogni caso la classificazione botanica è ancora indefinita. Utilizzata quasi esclusivamente trasformata in polenta, la farina dal lieve retrogusto amarognolo serve per fare la farecchiata o pesata: una polenta tradizionalmente condita con un battuto di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva, buona anche il giorno successivo, affettata e abbrustolita in padella, oppure intera per zuppe mista ad altri legumi o condita per dei crostini .
La sua coltivazione è stata reintrodotta in piccolissimi appezzamenti da agricoltori che vogliono diversificare le produzioni e riscoprire, conservare e valorizzare la cucina tradizionale, tanto che nel 2006 è diventata un presidio slow food.

 

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Zuppetta di roveja aromatizzata all’olio di aglio 

150 gr di roveja

100 gr di pomodoro pelato

sedano ,carota, cipolla

sale , pepe, olio

Ho fatto cuocere la roveja per circa 1,30 nella pentola a pressione dopo averla tenuta a bagno per una notte . Fare in una pentola possibilmente di coccio un soffritto con gli odori , aggiungere la roveja e poi il pomodoro , lasciare insaporire per 5 min e aggiungere dell’acqua calda . Far cuocere fino a che non si è un pò ristretto il sughetto, regolare di sale e pepe e spegnere.

Nel frattempo aromatizzare l’olio con uno spicchio di aglio schiacciato , mettere in un pentolino 100 gr di olio o più, far soffriggere a fuoco basso fino a diventare di colore bruno , toglierlo altrimenti brucia e diventa amaro .

Mettere del pane raffermo in un piatto fondo, sopra la roveja e infine un giro di olio aromatizzato e pepe macinato al momento .

 

Vittoria Tassoni esperta in cultura gastronomica.