Metto alcune foto che ho fatto durante la lezione di Roberto sul pane

Simonetta

Marisa

Piera

La prossima lezione si terrà il 20 Marzo sempre con la panificazione regionale .
Metto alcune foto che ho fatto durante la lezione di Roberto sul pane

Simonetta

Marisa

Piera

La prossima lezione si terrà il 20 Marzo sempre con la panificazione regionale .

Calendario aggiornato
l’orario delle lezioni è dalle 15,00 alle 18,30
16 gennaio cucina regionale italiana
20 febbraio panificazione regionale italiana con lievito naturale 1° parte
20 marzo panificazione regionale italiana con lievito naturale 2° parte
17 aprile dolci napoletani con Elisabetta
15 maggio impastiamo con le erbe aromatiche
19 giugno Gelati, sorbetti e………
E’ possibile anche iscriversi a tutte le lezioni e il prezzo sarà minore rispetto alla singola lezione.
Per informazioni e iscrizioni sulle lezioni telefonare al seguente numero dopo le ore 15,00
cell 3471971921
Stefanì è sempre piena di idee, fresche e veloci da preparare , non occorrono le dosi precise per preparare questi due piatti ma possono risolvere o una cena o come antipasto.

friselle,pomodori,insalatina, tonno e mozzarella

pane di segale, panna acida, salmone e valerianella.
Il 28 Roberto ha fatto una lezione di panificazione francese, come al solito è stato un successo , nella stanza si sentiva un profumo di lievito aromi e sapori che ti deliziavano non solo il palato ma anche lo spirito.
Questa è una panoramica di quello che abbiamo prodotto .
Le ricette erano 5 , ma come al solito Roby deve dare sempre di più e allora in estemporanea si è cimentato con i taralli di Pasqua , con la pasta brioche ha fatto anche delle briochine.
questi sono i taralli cotti

Il gruppo mentre lavora
Bisogna incordare bene , e allora si sbatte bene lo sa Paola , Marisa e che smemorata non mi ricordo l’amica di Paola
Bisogna impastare bene la pasta della tarte de pomme ( torta di mele)
e Tania ci mette tutta la sua buona volontà
questa è la tarte
prima di andare in forno .
Ringrazio Roby per la sua bravura e la sua disponibilità ……e alla prossima .
Se avete del pane raffermo e anzichè fare del pane grattugiato lo volete utilizzare per un primo …….questo è quello che fa per voi
Ingredienti:
300 gr di pane raffermo
1/2 lt di latte
2 uova
200 gr di f ormaggio
farina q.b.
erba cipollina
prezzemolo
sale e pepe
Procedimento:
300 gr. di pane raffermo tagliato a cubetti piccoli e ammorbidito con circa mezzo litro di latte tiepido … lasciare riposare per circa mezz’ora. Intanto sbattere con frusta due uova intere e aggiungere sale, pepe e noce moscata. Versare sul pane ammorbidito e con le mani lavorare bene … si devono sentire ancora i cubetti tra le dita, ma il tutto deve essere piuttosto omogeneo … ora aggiungere un cucchiaio di farina e il formaggio tritato grossolanamente (io ho usato Puzzone di Moena, Asiago latte intero, Montasio e Grana Trentino semistagionato) e una buona manciata di erba cipollina e prezzemolo. Lasciare riposare ancora un momento, quindi con le mani inumidite formare i canederli del diametro di ca. 6 cm e disporli su un vassoio infarinato.
A questo punto si possono surgelare e poi mettere nei sacchetti oppure cuocerli versandoli nel brodo già bollente per ca. 10-15 min (attenzione il brodo deve solo sobbollire altrimenti si rompono) … scolarli con schiumarola, impiattare e condire con burro, salvia e grana.
Se si usano quelli surgelati … metterli direttamente nel brodo ancora surgelati e lasciare sobbollire per quasi 20 min .
Non ha importanza che formaggio usate … di solito si fanno con gli avanzi che ci sono nel frigo …
Ricetta di Marina Braito.

Su pan’e saba è un dolce antico, nasce come pan’e saba semplice detto anche “povero” perchè era un pane , proprio un pane, impastato con la saba che lo rendeva un pane dolce e quindi veniva consumato come dolce. questo in tempi lontani, man mano si è evoluto ed è stato arricchito a seconda dei prodotti presenti nel territorio. Meana Sardo è una località montana dove c’è produzione di noci e nocciole ecco quindi che viene arricchito con tanta frutta secca.

Se avevano la saba avevano anche l’uvetta e quindi un altro elemento da addizionare. la farina usata era quella che si utilizzava per fare il pane giornaliero.

La particolarità è la ricchezza della frutta secca come si denota dagli ingredienti,per questo motivo ci sono varie versioni a seconda della località. A questo tipico tradizionale si è affiancato quello moderno fatto con lievito di birra e ancora un’altro tipo fatto con il lievito chimico che è però più somigliante ad una torta.

Pan’e saba di Meana Sardo

Ingredienti:
1 kg di tziki (farina di grano duro detta anche scetti o fiore sardo)
1 l di sapa
g 600 noci
g 600 nocciole
g 800 uva passa
mandorle q.b.
g 150 lievito madre
cannella
semi d’anice
chiodi di garofano
buccia d’arancia secca
scorza d’arancia

Lavorazione:
Impastare la farina con la saba calda, mettere le polveri e il lievito madre, lavorare rigorosamente a mano, pian piano far intridere la frutta secca. fare le forme e decorare con le mandorle. lasciare lievitare un giorno e una notte, cuocere possibilmente nel forno a legna dopo aver sfornato il pane quindi ad una temperatura di circa 170 °C per circa 1ora e mezza, togliere dal forno e immergere nella saba, lasciare asciugare prima di decorare con sa traggera.
le forme classiche sono : su tundo - sa loriga - su coru -

Questo pane è stato fatto da Teresina , così come le foto

La fetta

Con Teresina ho frequentato il Master in Cultura Alimentare , dopo che ci eravamo conosciute tramite Coquinaria .
Non è una chiacchierona , ma quando parla colpisce nel segno e a me piace anche per questo .