Le fave appartengono alla famiglia delle leguminose, ne esistono numerose varietà; la piu’ nota e’ la vicia faba maior, una pianta da orto annuale con baccelli grossi e lunghi e con semi grandi e appiattiti.

Ricche di proteine, fibre, vitamine (A, B, C, K, E, PP) e sali minerali, le fave possono essere consumate crude o cotte, possono essere essiccate e congelate. La coltivazione delle fave e’ tipica delle regioni del centro e del sud. Traccia di questi legumi si ha dal tempo degli egizi.

Nell’antica Roma e nell’antica Grecia la storia delle fave si intreccia con i riti propiziatori e scaramantici legati ai morti. Nei festini mortuari, per scopi propiziatori, le fave venivano offerte ai poveri che usavano mangiarle crude , perché cotte erano di pertinenza dei benestanti.

Nelle cerimonie funebri, le fave venivano sparse sul feretro dagli schiavi che, inoltre se le gettavano dietro le spalle invocando il padrone scomparso. Questa abitudine di consumare le fave il giorno dei morti( ma in forma di dolci) si e’ conservata fino ai giorni nostri.

Con le fave abbiamo molte preparazioni : fave e cicoria che si usa fare in Puglia , le zuppe (la scafata a Tarquinia o vignarola a Roma), le fave arrosto, primi piatti a base di fave , oppure la più semplice e classica merenda di questo periodo, fave e pecorino .

fave
di Vittoria Tassoni Esperta in Cultura Gastronomica