Il kefir o kéfir è un latticino fermentato a base di latte – o meglio, latte fresco. Più precisamente, possono essere utilizzati nella produzione di kefir quello vaccino, di pecora o di capra.
Il kefir ha una storia molto antica. Leggenda narra che fu Maometto a donare i primi grani agli abitanti delle montagne del Caucaso. Per questo si chiama anche Miglio del profeta. Ma questa bevanda ( simile allo yogurt ) non si sa bene come sia nata, è una bevanda molto ricca di fermenti lattici.
Il kefir si può anche preparare a casa; l’importante è avere dei granuli . Questi granuli vengono messi in un contenitore con il latte che deve essere freddo o a temperatura ambiente e può essere sia fresco sia a lunga conservazione.  Si deve attendere dalle 24 alle 48 ore a temperatura ambiente coperti da una garza e una volta fermentati vengono setacciati e tenuti da parte, per essere riutilizzati nelle fermentazioni successive.
Una volta preparato, il kefir va conservato in frigo, anche per 7 giorni.

Questa ricetta fa parte dal gruppo di lavoro  Farina del nostro sacco”, dell’associazione AIFB Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte, è un pane senza lievito.
Pane al Kefir
 
Per il lievitino
 
80 g di kefir
80 g di farina 0

400 g di farina 0
100 g di kefir
100 g di acqua
½ cucchiaino di sale fino
 
 
Preparare il lievitino con farina e Kefir , lasciare a temperatura ambiente per 18 ore, in superficie si vedranno delle bolle. Trascorso questo tempo, aggiungere gli altri liquidi e la farina e lavorare bene. Mettere a riposare in frigo per altre 12 ore e comunque si vedrà l’impasto bello gonfio.
Toglierlo dal frigo e lasciarlo a temperatura ambiente per circa 1 ora. Versare su un piano e formare le piaghe a tre. Lasciare riposare e ripetere, formare e mettere a lievitare in un telo infarinato. Dopo circa 1 ora  infornare a 210° C per 10 min,  poi abbassare la temperatura a 190°C per circa 40 min.
 
 
 
Il premio nobel Mechnikov, che condusse nel 1908 i primi studi approfonditi sul kefir, lo definì «l’elisir di lunga vita dei pastori armeni». Il kefir ha delle importanti proprietà nutrizionali perché ricco di vitamina B1, acido folico e triptofano. La presenza di Lactobacillus rhamnosus rende questa bevanda utile a prevenire la carie e altre patologie, quali asma, rinite allergica e dermatite atopica se somministrata nei primi mesi di vita.
È particolarmente ricco in vitamina B1, coinvolta nella regolazione del metabolismo dei glucidi, dei grassi, delle proteine e sostanza chiave nell’apparato muscolare e nel sistema nervoso. Il suo giusto apporto è di aiuto all’organismo per la corretta assimilazione di tutte le altre vitamine del gruppo B. Tra le altre vitamine più abbondanti del kefir ricordiamo: riboflavina (vit B2), niacina (vit PP), piridossina (vit B6), cobalamina (vit B12), retinolo (vitamina A), carotenoidi e acido folico(un integratore indispensabile non solo per le donne in gravidanza – previene le malformazioni al feto – ma anche durante la menopausa, perché è un’ottima difesa contro l’osteoporosi e gli sbalzi emotivi).
Il kefir fornisce anche una buona quantità di fosforo e di calcio facilmente assimilabile (indispensabili per la formazione delle ossa e dei denti), e di potassio, fondamentale per il corretto sviluppo dei muscoli, per la regolazione della pressione osmotica cellulare e per lo svolgimento di reazioni enzimatiche quali la glicolisi e la catena respiratoria. Nel kefir sono presenti anche aminoacidi liberi come il triptofano che potrebbe spiegare perché a questa bevanda sia stata attribuita la capacità di mediare un’importante azione sul sistema nervoso centrale.
Il kefir ha inoltre un alto potere probiotico – per la presenza di lactobacillus acidophilus: rinforza le mucose intestinali proteggendole dall’attacco di sostanze e batteri nocivi, soprattutto in presenza di stati infiammatori che le assottigliano, rendendole più permeabili. Ciò è possibile perché consumando regolarmente kefir aumenta la produzione di mucina, una sorta di gel protettivo secreto dalle cellule intestinali che nutre anche i batteri buoni della flora intestinale. Viene generalmente considerato idoneo alla maggior parte dei regimi alimentari; ad eccezione di alcuni casi o condizioni particolari (ad esempio: intolleranza al lattosio, allergie alle proteine del latte,…).
 
 
A cura della Dr.ssa Letizia Ciambella
Biologa nutrizionista
Info : [email protected]
Instagram : dr.ssa_ciambella_nutrizionista