Zuppa di lenticchie di Villalba con broccolo romanesco

In occasione della manifestazione “ I legumi del solco dritto a Valentano VT “ La Lenticchia di Villalba, è una leguminosa tipica della provincia di Caltanissetta, fa parte dell’Arca del Gusto di Slow Food. La zuppa di lenticchie e broccoletti è un piatto la cui...
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Gnocchetti al vino con zucca e salsiccia croccante

Questi gnocchi sono stati fatti in occasione dell’evento di Calici d’Autunno, ho scelto come prodotti la zucca un ortaggio da frutto molto ricca di antiossidanti, poco calorica, combatte la ritenzione idrica, ricca di betacarotene, i suoi semi hanno la proprietà di...
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Raviolini di coniglio

Partecipo a questo contest per la prima volta, anche se è giunto alla terza edizione, il Talent for Food, il food contest italiano dedicato alle eccellenze della filiera agroalimentare veneta. L’iniziativa, che coinvolge le province di Padova e Treviso, è...
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Torta al pandoro

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Gnocchetti al cartamo con zucchine e burrata

In certe occasioni sperimento nuove ricette, questa è stata fatta per lo show cooking del Divino Etrusco. L’ingrediente da utilizzare è stato il Cartamo Tinctorio. Ho voluto fare degli gnocchetti tirolesi “ Spatzle” con aggiunta di farina di Cartamo. Oltre alla farina...
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Bustrengo o Torta di pane

Bustrengo secondo mia suocera Caterina che è di Macerata Feltria, torta di pane dalle mie parti. Una torta rustica e molto economica da preparare quando si desidera qualcosa di dolce, ma non stucchevole.e quando si ha del pane vecchio e non si vuole sprecare. Si tratta di un dolce davvero semplice e versatile che, secondo i gusti, può esser arricchito con tanti altri ingredienti si aggiunge latte, zucchero, uova, poi a piacere cannella, cioccolata, uvetta o altra frutta secca, ma anche una pesca, una pera. Tutto questo in forno per circa 40 min . E’ una ricetta non ricetta ,dove mi racconta mia suocera che non c’era nulla di pesato, era tutto fatto ad occhio. Quando si aveva il pane , e c’era sempre, si faceva il bustrengo , accontentava tutti , grandi e piccini.

Una volta cotta, questa torta di pane risulterà morbida e umida. Un dolce che testimonia che quando cucinare con gli avanzi sia una strategia davvero squisita.

Ingredienti:

  • 300 g di pane bianco raffermo
  • latte q.b.
  • 100 g di zucchero semolato
  • 1 uova
  • buccia grattugiata di limone e arancia
  • burro
  • pan

Prepararazione:

Tagliate il pane raffermo in piccoli pezzi e bagnateli con il latte. Lasciate riposare fino a che il pane non avrà assorbito tutto il latte, aggiungere il latte un po alla volta , in quanto la quantità che assorbe dipende da quanto è secco il pane. Sbriciolare l’impasto fin quando risulterà bello morbido, quindi versatelo in una terrina capiente.
Aggiungete lo zucchero, le uova, il pizzico di sale, la buccia degli agrumi grattugiata, e tutto quello che vi piace. Mescolate bene il tutto con un mestolo.
Imburrate e spolverizzate di pangrattato fine una teglia da circa 22 cm. Oppure uno stampo da plum cake o delle monoporzioni. Versate l’impasto e cuocete in forno a 160° per 40-45 minuti. Estraete la torta dalla teglia e lasciatela raffreddare su di un vassoio, spolverizzatela di zucchero semolato e servitela tagliata a quadrotti.

Pollo caramellato e bulgur all’aceto balsamico

Ho voluto provare il bulgur, che è un grano spezzettato, tipico della tradizione medio orientale. Si può utilizzare per molte preparazioni, per questo è molto versatile e si può utilizzare in alternativa al cous cous, riso. Questa preparazione era pensata per un cucchiaio, ma poi in corso d’opera ho optato per un bicchiere. Ma voi potete metterlo dove volete.

Pollo caramellato e bulgur all’aceto balsamico

Ingredienti per 12 cucchiai:

  • 12 bocconcini di pollo cotto
  • 100 g di bulgur
  • 60 g di zucchero semolato
  • 1 scalogno
  • 1 cipolla
  • 5 g di zenzero grattugiato
  • 5 cucchiai i olio extravergine di oliva
  • 4 cucchiai di aceto balsamico
  • sale e pepe

Preparazione:

In una casseruola, fate rosolare la cipolla tritata a fuoco medio in un cucchiaio di olio extravergine. Mescolate, aggiungete il bulgur, rimestate per 1 min e aggiungete 200 g di acqua. Salate, pepate e cuocete a fuoco medio fino all’evaporazione del liquido.
Una volta che il bulgur è cotto aggiungere l’aceto balsamico, mescolate bene e lasciate raffreddare.

Per caramellare i bocconcini di pollo, scaldare una padella su fuoco medio, aggiungete lo zucchero e due cucchiaiate di olio extravergine, lasciate caramellare leggermente poi aggiungere lo scalogno tritato e lo zenzero grattugiato.
Far rosolare i bocconcini da ogni parte per ½ minuti.
Rimpire i cucchiai di bulgur e al momento di servire, scaldate leggermente i bocconcini prima di disporli su ciascuno di essi.

Clafoutis aux cerises con farina di segale

Per il compleanno di Umberto abbiamo fatto un piccolo pranzo tra amici e così mi è stato chiesto da Gérôme di preparare un Clafoutis aux cerises. Le ciliegie le ho raccolte dal mio albero e le uova le ho raccolte nel pollaio. Ho fatto una versione un po’diversa: ho voluto sostituire la farina 00 con quella di segale, per averlo più rustico, al posto del latte intero ho messo il latte alle mandorle*, adatta anche a chi è intollerante al lattosio. La ricetta è una ricetta che girava in rete ed io l’ho adattata alle mie esigenze. Lo zucchero non è molto ma lascia lo spazio all’acidulo finale delle ciliegie. Ce la siamo mangiata in un attimo. Si possono utilizzare anche le albicocche.

Clafoutis aux cerises con farina di segale

Ingredienti:

  • 100 g zucchero
  • 3 uova
  • 200 ml latte alle mandorle
  • 100 g farina di segale
  • 500 g ciliegie
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • Burro q.b.
  • Zucchero q.b.

Preparazione:

In una planetaria mettete le uova intere e lo zucchero, montare fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro.
Unire la farina, il latte e la polvere di vaniglia (o liquida) ed amalgamare bene il composto, che deve essere abbastanza liquido.
Imburrare una tortiera da 22 cm, cospargerla di zucchero semolato, distribuire le ciliegie (la base della tortiera deve essere completamente ricoperta) e versare sopra il composto.
Cuocere il clafoutis alle ciliegie in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti circa finché la superficie diventerà dorata.
Far raffreddare, ma è buonissimo anche tiepido oppure freddo di frigo. Volendo (Gérôme dice che non si fa!) cospargere la superficie di zucchero a velo.

*P.S.: D’ora in avanti non potranno più essere denominati come “latte”, “burro”, “formaggio” o “yogurt” tutti i prodotti a base vegetale (sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea), quindi non più “latte ” ma “bevanda”, soltanto quello di mandorle e cocco possono ancora usare il termine latte in quanto “ prodotto tradizionale”.

Pizza Brodosa

La pizza brodosa è un dolce della tradizione contadina , espressione della cucina del recupero, che ha fatto la storia e la gloria della storia culinaria italiana. In questa ricetta si riutilizza il riso avanzato da altre preparazioni, e lo si arricchisce e insaporisce con ricotta, zucchero, uova , uvetta e aromi e poi lo si cuoce in forno. L’aggettivo “ brodosa” deriva dal fatto che durante l’amalgama degli ingredienti il composto risulta piuttosto liquido e da qui il termine dialettale brodosa.
Gli ingredienti del dolce sono molto simili a quelle delle frittelle di San Giuseppe, altro dolce cult tradizionale della zona, che si prepara in occasione del 19 marzo. Si narra che la pizza brodosa sia nata per evitare che gli odori della frittura delle frittelle invadesse le case, e anche per risparmiare tempo. Le varianti sono diverse, si può affermare, senza ombra di smentita, che ogni famiglia possieda la ricetta originale e allo stesso tempo segreta.La codifica scritta della ricetta non esiste, esiste invece il fatto che viene tramandata oralmente da generazione in generazione. Allo stato attuale sappiamo solo che gli ingredienti base sono: riso, ricotta, zucchero, uova, uvetta, cannella e liquore.

Pizza brodosa

  • 1 hg di riso
  • 1 uovo
  • 2 h di ricotta
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 h di uvetta
  • 1 pizzico di cannella
  • 2 cucchiai di sambuca
  • 1 limone grattugiato
  • 1 bicchierino di olio evo

Lessare il riso e scolarlo . In una ciotola mettere il riso , aggiungere lo zucchero , l’uovo leggermente sbattuto , l’uvetta precedentemente ammollata, e terminare con gli altri ingredienti. Versare l’olio in una teglia , olearla anche nei bordi ,l’olio anche se può sembrare molto , cuocendo si assorbe . Versare l’impasto in una teglia da circa 22 cm e cuocere in forno a 170 ° per 30 min .

Ricetta di Eleonora Matricardi

Carciofi ripieni di agnello cacio e uova

Questa ricetta nasce per Casa Alice. Mi hanno chiesto cortesemente di non fare un primo, dato che tutti portavano i primi, ma di orientarmi verso un secondo.
Non è facile trovare una ricetta che sia veloce e anche bella da replicare. Molti dubbi, ma alla fine, con il consiglio di Salvo, ho messo insieme questa ricetta che racchiude un po’ tutte le caratteristiche richieste. Ci sono i carciofi e c’è la carne di agnello. Ovviamente chi per ragioni etiche non mangia carne la può omettere e aggiungere al ripieno pane o patate. Con le patate diventa idonea per i celiaci. Insomma è una ricetta equilibrata e sicuramente un piatto unico.

Carciofi ripieni di agnello cacio e uova

Ingredienti:

  • 6 carciofi
  • 120 g di macinato di agnello
  • 60 g di formaggio pecorino
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale
  • pepe
  • mentuccia

Procedimento:
Togliere le foglie esterne dei carciofi, spuntarli e vuotarli con uno scavino. Tagliare la base del carciofo in modo tale che possa stare dritto. In una ciotola amalgamare la carne, il formaggio e un po’ di mentuccia tritata. Sbattere l’uovo e aggiungerlo al macinato, aggiustare un pochino di sale e pepe. Riempire i carciofi e metterli in un tegame con un po’ di olio, un bicchiere di vino bianco e un pochino d’acqua; aggiungere anche i gambi tagliati.
Cuocere per circa 50 minuti con un coperchio. Le foglie esterne rimarranno sempre un po’ dure. Lasciare comunque asciugare tutto il liquido.

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Vittoria è un folletto allegro e colorato che di professione fa la caposala ed ha capito come si può curare l’amicizia con la buona cucina!
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Poesia

Voglio pubblicare la poesia di una persona che oggi non c’è più, ma resterà sempre nei ricordi di tutti, parliamo di Spartaco Compagnucci, dall’aspetto burbero, ma di grande generosità.
Spartaco di poesie ne ha scritte molte, ho voluto scegliere questa perché racconta di un piatto tipico che si prepara a Tarquinia e non solo, ma noi siamo campanilisti e perciò come dice Spartaco la nostra è la migliore!

L’acquacotta

L’acquacotta che se fa a Corneto
Dall’altre parte non la sanno fa
è’na ricetta ch’emo ereditato
tutta la gente qui la viè a magnà.

Un piatto bono ch’entra nella storia
Dateme retta fatela così:
co l’oio ’na patata e la cicoria
’na mezzoretta fayela bollì.

Er foco ardente sotto la marmetta
E dopo che la stacca er su bollore
De pane ne mettete giù na fetta
Se è sciapa o se sta bene de sapore.

Non adopràcucchiaro né forchetta,
ne sta maniera sarà più squisita,
una pe’ vorta piela la fetta
in urtimo te dovrae leccà le dita.

Magnene assai, tanto nun t’abbotta.
Viva Corneto, re dell’acquacotta.

 

Poesia tratta dal libro Spartaco Compagnucci Checchibronzi.