Gnocchetti al cartamo con zucchine e burrata

In certe occasioni sperimento nuove ricette, questa è stata fatta per lo show cooking del Divino Etrusco. L’ingrediente da utilizzare è stato il Cartamo Tinctorio. Ho voluto fare degli gnocchetti tirolesi “ Spatzle” con aggiunta di farina di Cartamo. Oltre alla farina...
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Bustrengo o Torta di pane

Bustrengo secondo mia suocera Caterina che è di Macerata Feltria, torta di pane dalle mie parti. Una torta rustica e molto economica da preparare quando si desidera qualcosa di dolce, ma non stucchevole.e quando si ha del pane vecchio e non si vuole sprecare. Si...
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Pollo caramellato e bulgur all’aceto balsamico

Ho voluto provare il bulgur, che è un grano spezzettato, tipico della tradizione medio orientale. Si può utilizzare per molte preparazioni, per questo è molto versatile e si può utilizzare in alternativa al cous cous, riso. Questa preparazione era pensata per un...
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Clafoutis aux cerises con farina di segale

Per il compleanno di Umberto abbiamo fatto un piccolo pranzo tra amici e così mi è stato chiesto da Gérôme di preparare un Clafoutis aux cerises. Le ciliegie le ho raccolte dal mio albero e le uova le ho raccolte nel pollaio. Ho fatto una versione un po’diversa: ho...
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Pizza Brodosa

La pizza brodosa è un dolce della tradizione contadina , espressione della cucina del recupero, che ha fatto la storia e la gloria della storia culinaria italiana. In questa ricetta si riutilizza il riso avanzato da altre preparazioni, e lo si arricchisce e...
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Carciofi ripieni di agnello cacio e uova

Questa ricetta nasce per Casa Alice. Mi hanno chiesto cortesemente di non fare un primo, dato che tutti portavano i primi, ma di orientarmi verso un secondo.
Non è facile trovare una ricetta che sia veloce e anche bella da replicare. Molti dubbi, ma alla fine, con il consiglio di Salvo, ho messo insieme questa ricetta che racchiude un po’ tutte le caratteristiche richieste. Ci sono i carciofi e c’è la carne di agnello. Ovviamente chi per ragioni etiche non mangia carne la può omettere e aggiungere al ripieno pane o patate. Con le patate diventa idonea per i celiaci. Insomma è una ricetta equilibrata e sicuramente un piatto unico.

Carciofi ripieni di agnello cacio e uova

Ingredienti:

  • 6 carciofi
  • 120 g di macinato di agnello
  • 60 g di formaggio pecorino
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale
  • pepe
  • mentuccia

Procedimento:
Togliere le foglie esterne dei carciofi, spuntarli e vuotarli con uno scavino. Tagliare la base del carciofo in modo tale che possa stare dritto. In una ciotola amalgamare la carne, il formaggio e un po’ di mentuccia tritata. Sbattere l’uovo e aggiungerlo al macinato, aggiustare un pochino di sale e pepe. Riempire i carciofi e metterli in un tegame con un po’ di olio, un bicchiere di vino bianco e un pochino d’acqua; aggiungere anche i gambi tagliati.
Cuocere per circa 50 minuti con un coperchio. Le foglie esterne rimarranno sempre un po’ dure. Lasciare comunque asciugare tutto il liquido.

Tartare di manzo su composta piccante dei Monti Cimini

Questa ricetta è stata elaborata per l’occasione dei 20 anni di Casa Alice. Il mio pensiero è stato immediatamente di preparare delle tartare. Nell’esecuzione ho utilizzato i prodotti del territorio, la composta piccante di Lamponi dei Monti Cimini e l’olio di cartamo di Elisir di Lunga Vita.
La carne utilizzata è stato il filetto, un taglio di prima scelta, ma potrebbe anche utilizzarsi un taglio di seconda scelta purchè si tolgano le fibre.

Tartare di manzo su composta piccante dei Monti Cimini

Ingredienti:

  • 400 g di filetto di manzo
  • 1 scalogno
  • Qualche filo di erba cipollina
  • 1 cucchiaio di ketchup
  • 2 gocce di tabasco
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale
  • Pepe

Procedimento:
Tagliare a fettine la carne, a listarelle, poi a cubetti e mettere in una ciotola. Tagliare l’erba cipollina e lo scalogno molto finemente, aggiungerli alla carne. Mettere il ketchup e il tabasco; infine aggiustare di sale e pepe e mettere in frigo.

Tartare di funghi con emulsione di olio di cartamo

Ingredienti:

  • 400 g di filetto di manzo
  • 2 cucchiai di senape
  • 2 uova di quaglia sodi
  • maionese fatta con ( latte 50 g + 100 olio di Cartamo)
  • 4 champignon
  • 2 fette di pane tagliate sottili con affettatrice

Procedimento:
Tagliare a fettine la carne, a listarelle, poi a cubetti e mettere in una ciotola. Lessare le uova di quaglia e affettare gli champignon. Fare una maionese leggera (senza uova) frullando il latte, l’olio di Cartamo e la senape con il minipimer.
Tagliare il pane con l’affettatrice a fette sottili e mettere da parte.

Impiattamento:
Velare con la maionese 4 dischi di pane dopo averli tagliati con il coppapasta che useremo per la tartare.
Prendere la ciotola dal frigo con la prima tartare, metterla nel coppapasta e pressarla bene.
Estraetela, mettendola, nella posizione voluta sul piatto, sopra la composta piccante di Lamponi dei Monti Cimini. Fare altre due tartare: tra i dischi di pane (che rimarranno all’esterno), che abbiamo velato con la maionese, frapporre la seconda tartare; quindi aggiungere l’uovo di quaglia sodo e gli champignon affettati (qualora la preparazione non sia immediata, irrorarli con qualche goccia di limone). Per la decorazione si possono utilizzare germogli, insalatina e lamponi freschi .

Come vino si consiglia di abbinare un Cesanese del Piglio Costa Graia D.O.C.G. superiore del 2015.
L’abbinamento con il vino è del Sommelier Massimo Marai del Ristorante Dolce e Salato di Civitavecchia.

Pallina di caprino con datteri e fiori di cartamo

Questa ricetta partecipa al Contest Buon Appetito … Fiorellino. Non è stato facile trovare fiori freschi in questo periodo invernale, allora ho optato per i fiori di cartamo, comunemente chiamato zafferanone. Questa pallina è salata e può essere servita come un finger food o antipasto.

Mi sono ispirata ad una idea trovata nel libro: “L’ingrediente segreto”.

Ingredienti:

  • 200 g di formaggio caprino fresco
  • 100 g di datteri
  • 1 cucchiaio di fiori di cartamo Elisir di Lunga Vita
  • 60 ml di liquore (Cognac)
  • 25 g di pistacchi in granella
  • sale e pepe

Preparazione:

Macerare i datteri e i fiori di cartamo nel liquore per 12 ore. Il giorno seguente, ridurre il tutto in purea utilizzando un frullatore ad immersione; aggiustare di sale e pepe.
In una ciotola, mescolare il caprino e un pizzico di fiori di cartamo, sale, pepe e formare delle palline. Inserire al centro di ogni pallina una piccola porzione della pasta di datteri. Rotolare le palline nei pistacchi e fiori di cartamo, “infilzare” ciascuna con uno stuzzicadenti e farle riposare in frigorifero per almeno 2 ore per farle freddare e rassodare.

Questa ricetta partecipa al contest “Buon appetito…fiorellino”.

Pane alla calendula

Non sono un’amante della panificazione, non ho la pazienza di aspettare: amo i piatti veloci ed espressi ma, ahimè, con il lievito non è così.
Ero in casa e avendo del tempo e dovendo realizzare qualcosa con i fiori, per il contest Buon Appetito … Fiorellino, mi sono cimentata in questa preparazione. Si può usare sia il bimby che la planetaria o a mano. Ho preparato dei panini nei vasetti di coccio per piante perché sono comodi e monoporzione. Un’idea è quella di usarli anche come segnaposto.
Se utilizzate i vasetti per la prima volta dovete lasciarli a bagno per un paio di ore, ma mettendovi la carta forno si evita di doverli ungere; inoltre, si estraggono meglio.
Ho realizzato sia la versione più grande che dei filoncini. La scelta dell’utilizzo della calendula è dovuta al fatto che il gusto risulta lievemente piccante, pepato e sapido.

Ingredienti:

  • 500 g di farina multicereali
  • 150 g di lievito madre (lm)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 80 g di fiori di calendula
  • 200 g di acqua
  • 20 g di olio evo

Preparazione:

Mettere a bagno la calendula per farla rinvenire.
Inserire nella planetaria il lm spezzettato insieme al latte e far sciogliere, aggiungere poi la farina, il sale e l’olio. Impastare, aggiungere i fiori di calendula e lasciar riposare fino al suo raddoppio.
Riprendere l’impasto, formarlo e rimettere nuovamente a lievitare (io l’ho lasciato lievitare per 12 ore in frigorifero).
Nella parte bassa del forno mettere una teglia o un contenitore con dell’acqua per dare umidità. Cuocere in forno caldo a 180°C per 30 / 50 min: tutto dipende dalla pezzatura che si dà al pane.

Questa ricetta partecipa al contest “Buon appetito…fiorellino”.

Panna cotta ai fiori di rosmarino

 

I fiori sono commestibili, lo sapevano bene i nostri nonni che ne conoscevano sia le virtù che il loro utilizzo, ma anche il miglior periodo per raccoglierli e il luogo dove trovarli. Erano già utilizzati migliaia di anni or sono (dai cinesi, indiani, romani e greci) e tutt’ora lo sono in ricette tradizionali.
Con i fiori si ottenevano decotti, zuppe, si usavano per friggere: insomma mangiavano la natura.
In questo periodo invernale non c’è molto, ci sono pochi fiori, ma andando nell’orto ho trovato i fiori di rosmarino, pochi, di un pallido color celeste, quelli che bastavano per questa preparazione. La panna cotta può essere servita in diversi modi: dentro un vasetto Weck oppure si possono formare delle sfere con pochissimo miele sopra per non coprire il sapore delicato del rosmarino.

Ingredienti:

  • ½ litro di panna
  • 4 g di gelatina
  • 50 g di zucchero
  • 1 bacca di vaniglia
  • 20/30 fiori di rosmarino

Preparazione:

Mettere la panna in un contenitore, aggiungere i fiori di rosmarino e lasciare in infusione tutta la notte.
Idratare la gelatina in acqua fredda. Nel frattempo portare ad ebollizione la panna con i fiori di rosmarino, aggiungere dapprima lo zucchero e la vaniglia, poi, mescolando, la gelatina.
Se lo preferite passare al setaccio la panna cotta per eliminare i fiori altrimenti, essendo eduli, lasciateli dentro. Infine versare negli stampi e mettere a raffreddare.

Questa ricetta partecipa al contest “Buon appetito…fiorellino”.

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Vittoria è un folletto allegro e colorato che di professione fa la caposala ed ha capito come si può curare l’amicizia con la buona cucina!
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Poesia

Voglio pubblicare la poesia di una persona che oggi non c’è più, ma resterà sempre nei ricordi di tutti, parliamo di Spartaco Compagnucci, dall’aspetto burbero, ma di grande generosità.
Spartaco di poesie ne ha scritte molte, ho voluto scegliere questa perché racconta di un piatto tipico che si prepara a Tarquinia e non solo, ma noi siamo campanilisti e perciò come dice Spartaco la nostra è la migliore!

L’acquacotta

L’acquacotta che se fa a Corneto
Dall’altre parte non la sanno fa
è’na ricetta ch’emo ereditato
tutta la gente qui la viè a magnà.

Un piatto bono ch’entra nella storia
Dateme retta fatela così:
co l’oio ’na patata e la cicoria
’na mezzoretta fayela bollì.

Er foco ardente sotto la marmetta
E dopo che la stacca er su bollore
De pane ne mettete giù na fetta
Se è sciapa o se sta bene de sapore.

Non adopràcucchiaro né forchetta,
ne sta maniera sarà più squisita,
una pe’ vorta piela la fetta
in urtimo te dovrae leccà le dita.

Magnene assai, tanto nun t’abbotta.
Viva Corneto, re dell’acquacotta.

 

Poesia tratta dal libro Spartaco Compagnucci Checchibronzi.