Sfouf

Questo dolce è stato preparato per una serata egiziana/ turca. C'è chi ha fatto dei panini ripieni egiziani, chi ha fatto delle polpette , io ho voluto fare questo dolce. Il nome significa polvere , è un dolce facile e semplice, senza uova, poca farina ma con...
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Peschette

Le peschette sono dei dolcetti di una golosità estrema, sono delle piccole semisfere di pasta biscotto con una farcitura di crema pasticciera o cioccolato, vengono poi bagnate con dell’alchermes e per avere l’effetto "buccia di pesca" vengono passate nello zucchero...
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Zuppa di lenticchie di Villalba con broccolo romanesco

In occasione della manifestazione “ I legumi del solco dritto a Valentano VT “ La Lenticchia di Villalba, è una leguminosa tipica della provincia di Caltanissetta, fa parte dell’Arca del Gusto di Slow Food. La zuppa di lenticchie e broccoletti è un piatto la cui...
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Gnocchetti al vino con zucca e salsiccia croccante

Questi gnocchi sono stati fatti in occasione dell’evento di Calici d’Autunno, ho scelto come prodotti la zucca un ortaggio da frutto molto ricca di antiossidanti, poco calorica, combatte la ritenzione idrica, ricca di betacarotene, i suoi semi hanno la proprietà di...
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Raviolini di coniglio

Partecipo a questo contest per la prima volta, anche se è giunto alla terza edizione, il Talent for Food, il food contest italiano dedicato alle eccellenze della filiera agroalimentare veneta. L’iniziativa, che coinvolge le province di Padova e Treviso, è...
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Torta al pandoro

Partecipo a questo contest per la prima volta, anche se è giunto alla terza edizione, il Talent for Food, il food contest italiano dedicato alle eccellenze della filiera agroalimentare veneta. L’iniziativa, che coinvolge le province di Padova e Treviso, è stata realizzata dai Gruppi Alimentare e Vinicolo e Distillati Liquori degli Imprenditori Padova Treviso di Assindustria Veneto Centro, in collaborazione con AIFB – Associazione Italiana Food Blogger DIEFFE – Accademia delle Professioni.
Un’iniziativa che vede coinvolte circa 30 aziende dei gruppi alimentari, vinicoli, distillati e liquori dell’Assindustria Venetocentro – Imprenditori Padova e Treviso e 40 food blogger.
Ognuno di noi doveva ispirarsi ad una ricetta del proprio territorio utilizzando i prodotti trovati all’interno della mistery box. Ho pensato ad una ricetta del recupero che faceva spesso mia suocera, la torta di pane. Al posto del pane ho utilizzato il Pandoro, e al posto del latte il caffè.

Pandoro in Astuccio

Il pandoro della Fraccaro Spumadoro, ha un impasto morbido, profumato e gradevolmente dolce, di origini veronesi.

Caffè Nativo

Il caffè Nativo della Goppion Caffè è una miscela 100% arabica. Proveniente da agricoltura biologica e certificata da CCPB e Fairtrade per il commercio equo-solidale.
Dal gusto aromatico ma leggero a un basso contenuto di caffeina. Molto indicato per una cucina dagli aromi leggeri e per chi sceglie un’alimentazione biologica e vegetariana.

Olio di girasole altoleico biologico

L’olio di girasole bio dell’azienda Agricola Grains è un olio perfetto per i prodotti da forno perché non irrancidisce. Ottimo anche per la frittura grazie alle performances in cottura o crudo per condire in leggerezza.

Farina Molino Rossetto

Farina derivante grani teneri selezionati e di qualità superiore. Ottima per la produzione di dolci da forno, crostate e paste fresche. Farina derivante dalla filiera 100% grano italiano

Ingredienti:

• 250 g di pandoro Fraccaro spumadoro
• 70 g di zucchero
• 60 g di olio di girasole altoleico biologico (RBDW)
• 50 g di farina Molino Rossetto
• 100 g di caffè Nativo Goppion Caffè
• 2 uova
• scorza di arancia
• 1 bustina di lievito
• uvetta sultanina q.b.
• zucchero a velo

Preparazione:

Prendere il pandoro e farlo a pezzi piccoli , e ridurlo in piccoli pezzi ,si può mettere anche nel robot se lo vogliamo fino.
Aggiungere lo zucchero, la farina setacciata, poi il caffè, l’olio, mescolare il tutto, aggiungere le uova intere leggermente sbattute, la scorza grattugiata di un’arancia e infine il lievito con l’uvetta precedentemente ammollata. Versare l’impasto in una teglia rivestita da carta forno e infornare a forno caldo a 170° per circa 45 min.
Trascorso il tempo verificare la cottura con uno stecchino. Sfornare e una volta fredda e spolverare di zucchero a velo.

Volendo si possono aggiungere delle gocce di cioccolato.

Da abbinare con un Aleatico di Gradoli rosso del territorio.

L’abbinamento è stato fatto dalla Sommelier Maria Laura Nespica

Gnocchetti al cartamo con zucchine e burrata

In certe occasioni sperimento nuove ricette, questa è stata fatta per lo show cooking del Divino Etrusco. L’ingrediente da utilizzare è stato il Cartamo Tinctorio. Ho voluto fare degli gnocchetti tirolesi “ Spatzle” con aggiunta di farina di Cartamo. Oltre alla farina di cartamo, prodotto da Elisir di Lunga Vita, ho utilizzato i loro fiori, e olio a crudo perché ricco di omega, ed ora vi dirò la ricetta.

Gnocchetti al cartamo con zucchine e burrata

Ingredienti:

  • 300 g di farina 00
  • 50 g di farina di cartamo
  • 150 g di latte
  • 3 uova
  • sale
  • 4 zucchine medie
  • 1 mazzo di basilico
  • 500 g di burrata
  • fiori di cartamo
  • 1 spicchio di aglio
  • olio evo
  • olio di cartamo

 

Preparazione:

Impastare le due farine con il latte e le uova e un pizzico di sale, si può fare a mano o nel mixer e lasciar riposare.
Nel frattempo lavare le zucchine e grattugiarle con una grattugia a fori grandi. Mettere in una padella l’olio evo, uno spicchio di aglio e appena imbiondito versare le zucchine. Nel frattempo ridurre a crema la burrata con un mixer e, se è troppo densa, aggiungere un pochino di acqua della burrata. Pulire e lavare il basilico, asciugarlo e passarlo all’estrattore, se non lo avete potete mettere due cucchiai di pesto. In una pentola con abbondante acqua, appena giunge al bollore, cuocere con l’apposito attrezzo gli gnocchetti ( spatzle ), appena vengono a galla scolarli e versarli direttamente nella padella delle zucchine, avendo cura di togliere l’aglio. Saltare per qualche momento, e impiattare.
Nel piatto mettere un cucchiaio di burrata, un cucchiaino di estratto di basilico, gli gnocchetti, una spolverata di fiori di cartamo e un filo di olio di cartamo a crudo .

Bustrengo o Torta di pane

Bustrengo secondo mia suocera Caterina che è di Macerata Feltria, torta di pane dalle mie parti. Una torta rustica e molto economica da preparare quando si desidera qualcosa di dolce, ma non stucchevole.e quando si ha del pane vecchio e non si vuole sprecare. Si tratta di un dolce davvero semplice e versatile che, secondo i gusti, può esser arricchito con tanti altri ingredienti si aggiunge latte, zucchero, uova, poi a piacere cannella, cioccolata, uvetta o altra frutta secca, ma anche una pesca, una pera. Tutto questo in forno per circa 40 min . E’ una ricetta non ricetta ,dove mi racconta mia suocera che non c’era nulla di pesato, era tutto fatto ad occhio. Quando si aveva il pane , e c’era sempre, si faceva il bustrengo , accontentava tutti , grandi e piccini.

Una volta cotta, questa torta di pane risulterà morbida e umida. Un dolce che testimonia che quando cucinare con gli avanzi sia una strategia davvero squisita.

Ingredienti:

  • 300 g di pane bianco raffermo
  • latte q.b.
  • 100 g di zucchero semolato
  • 1 uova
  • buccia grattugiata di limone e arancia
  • burro
  • pan

Prepararazione:

Tagliate il pane raffermo in piccoli pezzi e bagnateli con il latte. Lasciate riposare fino a che il pane non avrà assorbito tutto il latte, aggiungere il latte un po alla volta , in quanto la quantità che assorbe dipende da quanto è secco il pane. Sbriciolare l’impasto fin quando risulterà bello morbido, quindi versatelo in una terrina capiente.
Aggiungete lo zucchero, le uova, il pizzico di sale, la buccia degli agrumi grattugiata, e tutto quello che vi piace. Mescolate bene il tutto con un mestolo.
Imburrate e spolverizzate di pangrattato fine una teglia da circa 22 cm. Oppure uno stampo da plum cake o delle monoporzioni. Versate l’impasto e cuocete in forno a 160° per 40-45 minuti. Estraete la torta dalla teglia e lasciatela raffreddare su di un vassoio, spolverizzatela di zucchero semolato e servitela tagliata a quadrotti.

Pollo caramellato e bulgur all’aceto balsamico

Ho voluto provare il bulgur, che è un grano spezzettato, tipico della tradizione medio orientale. Si può utilizzare per molte preparazioni, per questo è molto versatile e si può utilizzare in alternativa al cous cous, riso. Questa preparazione era pensata per un cucchiaio, ma poi in corso d’opera ho optato per un bicchiere. Ma voi potete metterlo dove volete.

Pollo caramellato e bulgur all’aceto balsamico

Ingredienti per 12 cucchiai:

  • 12 bocconcini di pollo cotto
  • 100 g di bulgur
  • 60 g di zucchero semolato
  • 1 scalogno
  • 1 cipolla
  • 5 g di zenzero grattugiato
  • 5 cucchiai i olio extravergine di oliva
  • 4 cucchiai di aceto balsamico
  • sale e pepe

Preparazione:

In una casseruola, fate rosolare la cipolla tritata a fuoco medio in un cucchiaio di olio extravergine. Mescolate, aggiungete il bulgur, rimestate per 1 min e aggiungete 200 g di acqua. Salate, pepate e cuocete a fuoco medio fino all’evaporazione del liquido.
Una volta che il bulgur è cotto aggiungere l’aceto balsamico, mescolate bene e lasciate raffreddare.

Per caramellare i bocconcini di pollo, scaldare una padella su fuoco medio, aggiungete lo zucchero e due cucchiaiate di olio extravergine, lasciate caramellare leggermente poi aggiungere lo scalogno tritato e lo zenzero grattugiato.
Far rosolare i bocconcini da ogni parte per ½ minuti.
Rimpire i cucchiai di bulgur e al momento di servire, scaldate leggermente i bocconcini prima di disporli su ciascuno di essi.

Clafoutis aux cerises con farina di segale

Per il compleanno di Umberto abbiamo fatto un piccolo pranzo tra amici e così mi è stato chiesto da Gérôme di preparare un Clafoutis aux cerises. Le ciliegie le ho raccolte dal mio albero e le uova le ho raccolte nel pollaio. Ho fatto una versione un po’diversa: ho voluto sostituire la farina 00 con quella di segale, per averlo più rustico, al posto del latte intero ho messo il latte alle mandorle*, adatta anche a chi è intollerante al lattosio. La ricetta è una ricetta che girava in rete ed io l’ho adattata alle mie esigenze. Lo zucchero non è molto ma lascia lo spazio all’acidulo finale delle ciliegie. Ce la siamo mangiata in un attimo. Si possono utilizzare anche le albicocche.

Clafoutis aux cerises con farina di segale

Ingredienti:

  • 100 g zucchero
  • 3 uova
  • 200 ml latte alle mandorle
  • 100 g farina di segale
  • 500 g ciliegie
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • Burro q.b.
  • Zucchero q.b.

Preparazione:

In una planetaria mettete le uova intere e lo zucchero, montare fino ad ottenere un composto spumoso e biancastro.
Unire la farina, il latte e la polvere di vaniglia (o liquida) ed amalgamare bene il composto, che deve essere abbastanza liquido.
Imburrare una tortiera da 22 cm, cospargerla di zucchero semolato, distribuire le ciliegie (la base della tortiera deve essere completamente ricoperta) e versare sopra il composto.
Cuocere il clafoutis alle ciliegie in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti circa finché la superficie diventerà dorata.
Far raffreddare, ma è buonissimo anche tiepido oppure freddo di frigo. Volendo (Gérôme dice che non si fa!) cospargere la superficie di zucchero a velo.

*P.S.: D’ora in avanti non potranno più essere denominati come “latte”, “burro”, “formaggio” o “yogurt” tutti i prodotti a base vegetale (sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea), quindi non più “latte ” ma “bevanda”, soltanto quello di mandorle e cocco possono ancora usare il termine latte in quanto “ prodotto tradizionale”.

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Vittoria è un folletto allegro e colorato che di professione fa la caposala ed ha capito come si può curare l’amicizia con la buona cucina!
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Poesia

Voglio pubblicare la poesia di una persona che oggi non c’è più, ma resterà sempre nei ricordi di tutti, parliamo di Spartaco Compagnucci, dall’aspetto burbero, ma di grande generosità.
Spartaco di poesie ne ha scritte molte, ho voluto scegliere questa perché racconta di un piatto tipico che si prepara a Tarquinia e non solo, ma noi siamo campanilisti e perciò come dice Spartaco la nostra è la migliore!

L’acquacotta

L’acquacotta che se fa a Corneto
Dall’altre parte non la sanno fa
è’na ricetta ch’emo ereditato
tutta la gente qui la viè a magnà.

Un piatto bono ch’entra nella storia
Dateme retta fatela così:
co l’oio ’na patata e la cicoria
’na mezzoretta fayela bollì.

Er foco ardente sotto la marmetta
E dopo che la stacca er su bollore
De pane ne mettete giù na fetta
Se è sciapa o se sta bene de sapore.

Non adopràcucchiaro né forchetta,
ne sta maniera sarà più squisita,
una pe’ vorta piela la fetta
in urtimo te dovrae leccà le dita.

Magnene assai, tanto nun t’abbotta.
Viva Corneto, re dell’acquacotta.

 

Poesia tratta dal libro Spartaco Compagnucci Checchibronzi.