Torta di prugne e cannella

La torta di prugne e cannella, è una torta facile da realizzare, molto buona e salutare vista la presenza di frutta e la mancanza del burro, sostituito dall'olio di semi. In questo dolce ho utilizzato la susina  varietà "Coscia di Monaca" (Prunus...
Leggi di più

Le Virtù teramane: ricetta, storia e cose da sapere

Le Virtù teramane, è la ricetta di un antico primo piatto abruzzese. La preparazione delle Virtù teramane è laboriosa per gli ingredienti, che vanno cotti separatamente. Alla fine, la bontà del piatto ripaga della fatica. Si prepara a Teramo per il primo maggio.

Leggi di più

Bavarese ai fiori d’arancio con mango e gelatina al  vino moscato

La Bavarese ai fiori d'arancio, o chiamati anche fiori di zagare è un dolce profumato e molto fresco che ho pensato di preparare in occasione del Contest DeGustiViniEuganei, organizzato dal Consorzio Vini Colli Euganei con Sapori e Dissapori Food...
Leggi di più

Contest DeGustiViniEuganei: aperitivo con Fior D’Arancio spumante DOCG

Con questa ricetta partecipo al Contest DeGustiViniEuganei, organizzato dal Consorzio Vini Colli Euganei con Sapori e Dissapori Food e l’Associazione Italiana Food Blogger come media partner.

Leggi di più

Scafata: la mia ricetta da street food

La scafata è un piatto della tradizione contadina di Tarquinia, dove, con l’aggiunta del pane raffermo diventa un acquacotta, molto usata nella Tuscia. Questa acquacotta viene preparata di solito in primavera, usando verdure fresche dell’orto come fave,...
Leggi di più

Ricetta Babà salato mignon

I babà salati mignon sono la versione finger food del classico babà dolce, molto morbidi, da preparare in anticipo.

Partecipo con questi piccoli babà alla rubrica “Farina del nostro sacco” di AIFB. Il tema di questo mese è su “ I Pani da Scampagnata”.
Questi piccoli babà mignon,  sono molto semplici da fare e pratici,  da portare nelle scampagnate o pranzi all’aperto, sono ottimi anche per dei buffet. I piccoli babà  possono essere  farciti in svariati modi, con salumi, formaggi o creme salate.. All’interno non ho inserito dadini di salumi e formaggi  perché ho voluto  renderlo più simile possibile al babà classico. Se non avete gli stampi da babà mignon si può utilizzare uno stampo grande,il foro centrale decorarlo con verdure di stagione.

Ricetta Babà salato

  • 400 g di farina
  • 200 g di latte
  • 20 g di lievito di birra
  • 50 g di strutto o 40 g di olio
  •  2 uova
  • 20 g parmigiano  grattugiato
  • sale e pepe
     
     
    Preparazione
     
    Molto importante è la lavorazione, che deve essere costante per tutto il procedimento.
    Bisogna sottolineare che la ricetta tradizionale prevede lo strutto, però è possibile usare anche il burro o addirittura l’olio per renderlo più leggero.
     
    L’impasto si può fare a mano, ma se usiamo la planetaria ci facilita il compito. In una grande ciotola mettere la farina, sbriciolare il lievito di birra poi aggiungere il latte e iniziare a lavorare l’impasto,  dopo qualche minuto aggiungere la parte grassa che avete scelto e continuate ad impastare, quando la farina sarà assorbita completamente aggiungere le uova leggermente sbattute, il sale, il pepe ed il parmigiano grattugiato.
    Continuare ancora ad impastare fino ad ottenere un panetto ben lavorato, metterlo in una ciotola  , coprirlo con la pellicola o un panno umido, lasciate lievitare per 2 ore. Trascorso questo tempo imburrare e infarinare gli stampini, riprendere la pasta e la dividere in porzioni ( i miei sono da 80 g) poi a seconda degli stampini che si utilizzano.
    Infornare il babà in un forno preriscaldato a 180 gradi per 20 / 30  minuti . Togliere dal forno e una volta tiepidi sformare . Possono essere farciti con i salumi oppure con del formaggio spalmabili o quello che la fantasia vi suggerisce.

Secondo Il Prezzemolino nella ricetta ci sono i seguenti allergeni ; glutine, latte, uova.
 
 
 

Supplì di San Giuseppe: ricetta

I Supplì di San Giuseppe delle frittele dolci che a Tarquinia vengono preparate nel periodo di Carnevale. 

Questa ricetta è una mia interpretazione delle classiche frittelle di San Giuseppe che adoro. A Tarquinia sono un dolce classico di Carnevale, ma vengono preparate anche per la festa del papà e si distinguono dalle classiche zeppole fatta di pasta choux. Quando mi sono lanciata con l’idea di fare delle modifiche alla classica ricetta, non ero molto convinta di quello che stavo facendo, ma dopo averli assaggiati sono stata più che soddisfatta. Credo che questa versione diventerà la versione della cucina di Vittoria e la insegnerò anche nella mia scuola di cucina Prezzemolina. È un preparazione comoda che si può preparare in anticipo e congelarli, così da averli pronti al momento del bisogno visto che si friggono da congelati.
Gli ingredienti dei Supplì sono gli stessi della ricetta originale, unica aggiunta è il cioccolato che nelle classiche frittelle non va aggiunto, ma così diventano veramente golosi!!

 
 
Supplì di San Giuseppe: ingredienti

  • 200 g di riso vialone nano
  • 50 g di zucchero semolato
  • 40 g di ricotta di pecora
  • 50 g di uvetta
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 300 g di farina  00
  • 300  g  pane grattugiato
  • 2 cucchiai di burro
  • 1 bicchierino di sambuca Molinari 
  • per la frittura: 1 lt di olio di semi di arachidi
  • 2  uova
  • 400 g di latte
  • limone biologico
  • 1 stecca di cannella
  • un pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione

In un pentolino versare il latte, la cannella, la scorzetta di limone, far cuocere senza bollire e lasciare in caldo, prima di utilizzarlo togliere gli aromi.
In una pentola tostare il riso con il burro, e iniziare a versare il latte scaldato  preparato in precedenza.

Mettere a bagno l’uvetta in un bicchierino di Sambuca Molinari.
Aggiungere al riso lo zucchero semolato e continuare a girare lentamente con un cucchiaio di legno e, terminata la cottura, aggiungere l’uvetta  strizzata, la cannella in polvere e la ricotta, amalgamare e lasciare intiepidire. Una volta freddo formare i supplì ( 50 g) e farcirle con il cioccolato ridotto a cubetti.
Passare i supplì prima nella farina poi nelle uova leggermente sbattute e nel pane grattugiato. Cuocerle in abbondante olio a 170/175° C. Prima di consumarle, si possono passare in abbondante zucchero semolato.

Il Prezzemolino dice che la ricetta contiene allergeni: latte, farina, uova. 

 

Supplì di San Giuseppe: valori nutrizionali 

In una alimentazione sana gli zuccheri semplici e complessi si dovrebbero consumare il meno possibile, ma questi supplì se non vengono passati a termine cottura nello zucchero non sono così calorici. Se vogliamo appagare il desiderio di dolce, li possiamo mangiare tranquillamente e magari poi fare un po’ di esercizio fisico in più, perché no … una bella passeggiata in mezzo alla natura.  

Energia ( Kcal): 140 per supplì

  • Proteine (g): 5
  • Lipidi ( g): 1
  • Carboidrati ( g ): 24
  • Fibra totale (g): 1
  • Colesterolo ( mg): 18
  • Sodio (mg): 18
  • Potassio (mg): 56
  • Calcio (mg): 43
  • Fosforo( mg): 72 
     

 

Valori nutrizionali elaborati dalla Dottoressa Letizia Ciambella Biologa Nutrizionista
Info : [email protected]
Instagram : dr.ssa_ciambella_nutrizionista

 

 
 

Scotch Eggs

Le “Scotch Eggs” (uova alla scozzese) sono uno di quei tanti piatti della cucina tradizionale che nascono per riciclare gli avanzi: si fanno con un poco di tutto: sono nutrienti e saporite.

In effetti, la possibilità di variare la composizione dell’impasto permette di dare libero sfogo alla propria fantasia e non sorprende, quindi, che esistano tante varianti di questa ricetta tradizionale il cui cuore pulsante resta comunque sempre l’uovo.

Scotch Eggs

Ingredienti per 8 persone:

  • 8 uova medie a temperatura ambiente
  • 750 g di carne di salsiccia o vitellone
  • 1 manciata di prezzemolo tritato finemente
  • 4 foglie di salvia tritate finemente
  • 1 cucchiaio di senape in polvere
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • sale e pepe q.b.
  • 50 g farina
  • 2 uova grandi leggermente sbattute
  • 150 g pangrattato
  • olio extra vergine d’oliva (o di arachide)

Procedimento:

Mettete le uova in una pentolina d’acqua e fatele bollire per 5 minuti. Scolate e raffreddatele subito sotto il getto dell’acqua fredda. Sbucciate le uova e tenetele da parte.

Preparate un piatto con le uova battute e un pizzico di sale; un piatto con qualche cucchiaiata di farina e un altro con il pangrattato.  

In una terrina aprite le salsicce, eliminando il budello e aggiungete la salvia e il prezzemolo tritati, la senape in polvere, la scorza di limone grattugiata e un po’ di sale. Mescolate molto bene per amalgamare poi dividete il composto in 8 palline di uguali dimensioni.

Appiattite ogni pallina su un cerchio di pellicola, abbastanza grande da avvolgere un uovo. Inserite un uovo al centro di ogni disco di composto e ripiegate la pellicola trasparente in modo che la salsiccia copra l’uovo in modo uniforme.

Una volta rivestite tutte le uova, passatele ciascuna nella farina, poi nell’uovo battuto e infine nel pangrattato, facendolo aderire bene. Ripassate, se volete, nuovamente sia nell’uovo che nel pangrattato in modo di avere uno spessore più consistente.

Friggere le uova alla scozzese in un tegame di olio di oliva o nella friggitrice, in almeno 8 cm di olio a non meno di 150°C di temperatura. Sono molto importanti queste indicazioni perché le uova devono essere fritte subito e velocemente: occorrono circa 6 minuti ciascuna. Si possono cuocere anche in forno a 190°C per 30 minuti.

Servire con salsa bruna HP.

Valori nutrizionali elaborati dalla Dottoressa Letizia Ciambella Biologa Nutrizionista
Info : [email protected]
Instagram : dr.ssa_ciambella_nutrizionista

Pancarrè al Blue Pea Powder

Questa ricetta di pancarrè è collaudata , la fece Roberto Potito ad una mia lezione sul pane. Ogni tanto lo faccio ma questa volta volevo provare a tutti i costi il Blue Pea Powder . E’ un fiore di una leguminosa il Butterfly Pea (Clitoria ternatea), tradotto in italiano come “pisello blu” o “pisello cordofan” che si utilizza per fare il tea. Io l’ho comprato in polvere e 1 cucchiaino colora poco , è meglio 2 cucchiaini come la ricetta. Molto d’effetto e se lo cuociamo nelle forme per tartine è anche molto scenografico.

Pancarrè al Blue Pea Powder

Ingredienti:

  • 800 g di farina bianca 00
  • 20/ 25 g di lievito di birra molto fresco
  • 35 g di burro o strutto
  • 380/400 g di acqua a temperatura ambiente
  • 2 cucchiaini rasi di sale fino
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di malto
  • 2 cucchiaini di blu pea powder


Procedimento:

In una capiente ciotola versare la farina, il lievito di birra disciolto in poca acqua, lo zucchero ed il malto e cominciando a imbibire. A poco a poco aggiungere l’acqua e al termine il sale ed il blu pea powder; quando l’impasto avrà raggiunto una buona consistenza (leggermente soda) unire il burro.

Versare l’impasto sulla superficie da lavoro e sbattere energicamente per almeno una decina di minuti oppure lavoralo nella planetaria. Formare un rotolo ed attorcigliarlo a treccia semplice. Porre la treccia nello stampo del pane a cassetta e pareggiarlo per bene con le mani. Chiudere con l’apposito coperchio lasciandolo aperto per circa un paio di centimetri. Lasciare riposare in luogo tiepido per circa 40/50 minuti, chiudere completamente il coperchio ed infornare a 200°C per 50 minuti circa. A cottura ultimata, estrarre il pancarrè e fate raffreddare su di una grata.

Valori nutrizionali elaborati dalla Dottoressa Letizia Ciambella Biologa Nutrizionista
Info : [email protected]
Instagram : dr.ssa_ciambella_nutrizionista

Pane al Kefir senza lievito

Il kefir o kéfir è un latticino fermentato a base di latte – o meglio, latte fresco. Più precisamente, possono essere utilizzati nella produzione di kefir quello vaccino, di pecora o di capra.
Il kefir ha una storia molto antica. Leggenda narra che fu Maometto a donare i primi grani agli abitanti delle montagne del Caucaso. Per questo si chiama anche Miglio del profeta. Ma questa bevanda ( simile allo yogurt ) non si sa bene come sia nata, è una bevanda molto ricca di fermenti lattici.
Il kefir si può anche preparare a casa; l’importante è avere dei granuli . Questi granuli vengono messi in un contenitore con il latte che deve essere freddo o a temperatura ambiente e può essere sia fresco sia a lunga conservazione.  Si deve attendere dalle 24 alle 48 ore a temperatura ambiente coperti da una garza e una volta fermentati vengono setacciati e tenuti da parte, per essere riutilizzati nelle fermentazioni successive.
Una volta preparato, il kefir va conservato in frigo, anche per 7 giorni.

Questa ricetta fa parte dal gruppo di lavoro  Farina del nostro sacco”, dell’associazione AIFB Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte, è un pane senza lievito.
Pane al Kefir
 
Per il lievitino
 
80 g di kefir
80 g di farina 0

400 g di farina 0
100 g di kefir
100 g di acqua
½ cucchiaino di sale fino
 
 
Preparare il lievitino con farina e Kefir , lasciare a temperatura ambiente per 18 ore, in superficie si vedranno delle bolle. Trascorso questo tempo, aggiungere gli altri liquidi e la farina e lavorare bene. Mettere a riposare in frigo per altre 12 ore e comunque si vedrà l’impasto bello gonfio.
Toglierlo dal frigo e lasciarlo a temperatura ambiente per circa 1 ora. Versare su un piano e formare le piaghe a tre. Lasciare riposare e ripetere, formare e mettere a lievitare in un telo infarinato. Dopo circa 1 ora  infornare a 210° C per 10 min,  poi abbassare la temperatura a 190°C per circa 40 min.
 
 
 
Il premio nobel Mechnikov, che condusse nel 1908 i primi studi approfonditi sul kefir, lo definì «l’elisir di lunga vita dei pastori armeni». Il kefir ha delle importanti proprietà nutrizionali perché ricco di vitamina B1, acido folico e triptofano. La presenza di Lactobacillus rhamnosus rende questa bevanda utile a prevenire la carie e altre patologie, quali asma, rinite allergica e dermatite atopica se somministrata nei primi mesi di vita.
È particolarmente ricco in vitamina B1, coinvolta nella regolazione del metabolismo dei glucidi, dei grassi, delle proteine e sostanza chiave nell’apparato muscolare e nel sistema nervoso. Il suo giusto apporto è di aiuto all’organismo per la corretta assimilazione di tutte le altre vitamine del gruppo B. Tra le altre vitamine più abbondanti del kefir ricordiamo: riboflavina (vit B2), niacina (vit PP), piridossina (vit B6), cobalamina (vit B12), retinolo (vitamina A), carotenoidi e acido folico(un integratore indispensabile non solo per le donne in gravidanza – previene le malformazioni al feto – ma anche durante la menopausa, perché è un’ottima difesa contro l’osteoporosi e gli sbalzi emotivi).
Il kefir fornisce anche una buona quantità di fosforo e di calcio facilmente assimilabile (indispensabili per la formazione delle ossa e dei denti), e di potassio, fondamentale per il corretto sviluppo dei muscoli, per la regolazione della pressione osmotica cellulare e per lo svolgimento di reazioni enzimatiche quali la glicolisi e la catena respiratoria. Nel kefir sono presenti anche aminoacidi liberi come il triptofano che potrebbe spiegare perché a questa bevanda sia stata attribuita la capacità di mediare un’importante azione sul sistema nervoso centrale.
Il kefir ha inoltre un alto potere probiotico – per la presenza di lactobacillus acidophilus: rinforza le mucose intestinali proteggendole dall’attacco di sostanze e batteri nocivi, soprattutto in presenza di stati infiammatori che le assottigliano, rendendole più permeabili. Ciò è possibile perché consumando regolarmente kefir aumenta la produzione di mucina, una sorta di gel protettivo secreto dalle cellule intestinali che nutre anche i batteri buoni della flora intestinale. Viene generalmente considerato idoneo alla maggior parte dei regimi alimentari; ad eccezione di alcuni casi o condizioni particolari (ad esempio: intolleranza al lattosio, allergie alle proteine del latte,…).
 
 
A cura della Dr.ssa Letizia Ciambella
Biologa nutrizionista
Info : [email protected]
Instagram : dr.ssa_ciambella_nutrizionista
 
 

Gara Gastronomica DiVin Mangiando

DiVin - Mangiando, Gara Gastronomica. Scarica il Regolamento e la Richiesta di Adesione!

Chi Sono

Vittoria è un folletto allegro e colorato che di professione fa la caposala ed ha capito come si può curare l’amicizia con la buona cucina!
...... continua quì

Contatti

Suggerimento

Per ricercare le tue ricette partendo dagli ingredienti, inserisci le materie prime nella casella di ricerca cliccando sulla lente (separate dalla virgola) in alto a destra. Otterrai tutte le ricette realizzabili!

Categorie

Poesia

Voglio pubblicare la poesia di una persona che oggi non c’è più, ma resterà sempre nei ricordi di tutti, parliamo di Spartaco Compagnucci, dall’aspetto burbero, ma di grande generosità.
Spartaco di poesie ne ha scritte molte, ho voluto scegliere questa perché racconta di un piatto tipico che si prepara a Tarquinia e non solo, ma noi siamo campanilisti e perciò come dice Spartaco la nostra è la migliore!

L’acquacotta

L’acquacotta che se fa a Corneto
Dall’altre parte non la sanno fa
è’na ricetta ch’emo ereditato
tutta la gente qui la viè a magnà.

Un piatto bono ch’entra nella storia
Dateme retta fatela così:
co l’oio ’na patata e la cicoria
’na mezzoretta fayela bollì.

Er foco ardente sotto la marmetta
E dopo che la stacca er su bollore
De pane ne mettete giù na fetta
Se è sciapa o se sta bene de sapore.

Non adopràcucchiaro né forchetta,
ne sta maniera sarà più squisita,
una pe’ vorta piela la fetta
in urtimo te dovrae leccà le dita.

Magnene assai, tanto nun t’abbotta.
Viva Corneto, re dell’acquacotta.

 

Poesia tratta dal libro Spartaco Compagnucci Checchibronzi.