Bavarese di pepeproni con caprino

Bavarese di peperoni con caprino in festa

Pubblicazione: 06/11/2025

L’idea di preparare questa bavarese ai peperoni con ripieno di caprino, crumble e gel di aceto di kiwi mi è venuta, quando, qualche giorno fa, la mia amica Doriana mi ha regalato, appena raccolti dal suo orto alcuni splendidi peperoni, profumati e dolcissimi.
Il suo è stato uno di quei regali che per me hanno il sapore dell’amicizia e delle stagioni che cambiano e che mi fanno venire voglia di mettermi ai fornelli per creare qualcosa di nuovo.
Quando me li ha portati, conquistata dal loro colore acceso, mi sono subito immaginata questa ricetta, un po’ differente dal solito, con cui ho voluto dare loro un utilizzo degno.
Ho realizzato un piatto diverso e particolare, una bavarese salata che, tra l’altro, è una di quelle preparazioni che adoro cucinare perché unisce bontà, semplicità ed eleganza.
Si tratta di una crema morbida e vellutata, dal colore intenso e dal sapore sorprendentemente delicato che servo come un piccolo tortino ed al cui interno inserisco un dischetto di caprino, in modo da conferirle una nota fresca e leggermente acidula.
Solitamente quando preparo la bavarese, che sia dolce o salata, invece di crearne un’unica grande da tagliare a fette, preferisco realizzare delle monoporzioni, perché hanno un aspetto più elegante e curato rispetto a una torta tagliata non uniformemente. Inoltre le monoporzioni sono più facili da sformare mentre, con una bavarese grande, si corre il rischio che si possa rompere o rovinare nel momento in cui viene estratta dallo stampo.
A questa bavarese ho poi aggiunto un crumble di taralli per darle maggiore consistenza e, a completamento del piatto, ho voluto far cadere anche qualche goccia di gel di aceto di kiwi numero 5 dell’Azienda Agro del kiwi che, con il suo tocco fruttato e vivace, ha esaltato ancora di più la dolcezza naturale dei miei peperoni.
Quando assaggerai questa bavarese, ti troverai a pensare, come ho fatto io, al profumo di un orto o al sorriso di un’amica cara e contemporaneamente anche al piacere di sperimentare in cucina e all’opportunità di raccontare sempre delle pagine nuove della tua vita.
Oggi che, dopo averla creata, la sto anche condividendo, ho capito che preparare questa bavarese con ripieno di caprino, crumble e gel di aceto di kiwi è stato il mio modo di ringraziare Doriana per il questo suo pensiero affettuoso.
Ma è stata anche la maniera per ricordare ancora una volta a me stessa come la cucina sia uno dei pochi ambiti in cui è sempre possibile trasformare un semplice dono in un momento di creatività e condivisione.
Pronta a cimentarti?

Dettagli della ricetta

Persone:

6

Difficoltà:

Medio

Strumenti necessari:

Stampini monouso di alluminio, mixer + contenitore, sacchetto di carta del pane, pentolino, padella, biberon, piatti di portata

Ingredienti della ricetta

  • peperoni rossi:

    2

  • panna fresca:

    1/2 litro

  • gelatina in fogli:

    10 g

  • parmigiano:

    50 g

  • caprino :

    200 g

  • taralli :

    50 g

  • aceto di kiwi:

    50 g

  • polvere di agar agar:

    1/2 cucchiaino

  • erba cipollina:

    1 mazzetto

  • basilico:

    1 ciuffo

  • menta:

    1 rametto

  • olio evo:

    q.b.

  • sale:

    q.b.

  • pepe:

    q.b.

  • stampini monouso di alluminio:

    6

Procedimento

  • Fase 1

    Arrostisci i peperoni sotto il grill oppure sul gas, quindi lavali, raccoglili in un sacchetto di carta del pane e lasciali raffreddare.

  • Fase 2

    Spella, elimina i semi e le coste bianche interne da ognuno di loro, poi raccogline la polpa rimasta nel contenitore del mixer e frullala per bene.

  • Fase 3

    Ammolla la gelatina nell’acqua fredda e poi scioglila in un paio di cucchiai dei peperoni frullati, che avrai precedentemente riscaldato.

  • Fase 4

    Nello stesso contenitore aggiungi la panna, il parmigiano grattugiato e mescola, versando il composto ottenuto negli stampi monouso di alluminio. Riempi ogni stampo per metà e lascia che il tuo composto riposi per circa un’ora.

  • Fase 5

    Trascorso questo tempo, aggiungi, al centro di ciascuno, un dischetto di caprino, poi riempi i vari stampini con il restante composto di peperone e trasferiscili in frigorifero, lasciandoli riposare per almeno tre ore.

  • Fase 6

    Nel frattempo sbriciola grossolanamente i taralli e falli saltare in padella con un filo di olio, un pizzico di sale, pepe e le erbe aromatiche.

  • Fase 7

    Scalda l’aceto di kiwi in un pentolino, aggiungi l’agar agar ed, al bollore, spegni affinché il composto si raffreddi. Una volta diventato freddo si gelifica: frullalo in modo che si formi una crema che metterai in un biberon. Per chi non lo conoscesse, l’agar agar è un gelificante naturale derivante dalle alghe rosse: è l’alternativa vegetale alla comune gelatina di origine animale e viene utilizzato come stabilizzante in alcuni tipi di creme salate o di paté vegetali.

  • Fase 8

    Estrai da ciascuno stampo ogni bavarese e mettila nei piatti di portata; infine decorala versando, con l'aiuto del biberon, alcune gocce di aceto di kiwi e finisci di guarnire con il crumble ai taralli e le erbette.

Questa bavarese ai peperoni con ripieno di caprino, crumble e gel di aceto di kiwi è il mio modo di celebrare,  dei peperoni freschi e colorati avuti in dono da una cara amica che, con questo gesto, ha voluto condividere con me un prodotto del suo orto.

Un piatto dove non è mancata la creatività e dove tutti gli ingredienti che ho aggiunto nelle varie fasi della preparazione hanno avuto il compito di esaltare il gusto dolce dei peperoni.

Ideale come antipasto oppure come secondo piatto leggero, questa mia bavarese ai peperoni con ripieno di caprino, crumble e gel di aceto di kiwi è perfetta quando organizzi una cena con degli ospiti a cena e non sai se qualcuno di loro preferisce dei sapori vegetariani.

bavarese gourmet

Bavarese gourmet grazie a: Agro del Kiwi

Dal 2016 ogni anno, chi mi segue da tanto tempo lo sa, nell’ambito della manifestazione del Divin Etrusco organizzo, con la mia associazione culturale il Prezzemolino e patrocinata dal Comune di Tarquinia, una gara gastronomica chiamata Divin Mangiando. Si tratta, per chi non la conoscesse, di una gara gastronomica che si rivolge ai cuochi non professionisti ed a tutti gli appassionati di cucina, che amano stare dietro ai fornelli e  che si dilettano nel preparare piatti originali, utilizzando le materie prime a km 0 donate dai alcune aziende che sono nate e risiedono nella Tuscia e che sono sponsor della manifestazione.

Tra le aziende che mi accompagnano già da svariati anni in questo mio progetto del Divin Mangiando ed i cui prodotti vengono sempre utilizzati come ingredienti nella competizione culinaria, c’è L’Agro del Kiwi, di proprietà della famiglia Ferrari.

E’ un’azienda fondata nel 2017 come startup innovativa che, giovandosi dell’esperienza dei componenti della famiglia nella produzione di kiwi Hayward interamente biologici certificati, ha avuto sin da subito, come obiettivo primario, quello di voler sfruttare i frutti in esubero o quelli di seconda scelta per realizzare  altri prodotti agroalimentari.

Da qui la creazione dell’aceto di kiwi e di altri trasformati che hanno come ingrediente principe questo amatissimo frutto come le glasse e le composte, a cui poi sono stati aggiunti altri prodotti come la vinaigrette, la cioccolateria e la biscotteria dolce e salata.

Per questa mia bavarese ho utilizzato il loro aceto di kiwi che viene prodotto in due versioni, la numero 2 e la 5, quella da me usata: questo numero indica il tempo di affinamento dell’aceto.

Mentre il numero 2 viene affinato in damigiane di vetro, l’aceto di kiwi n° 5 subisce un processo di affinamento di 5 anni in barrique di rovere che gli conferisce un gusto armonico, avvolgente, con acidità equilibrata e percettibile, senza mai sovrastare, anzi esaltando il sapore degli alimenti a cui viene abbinato.

Un aceto di kiwi che è  perfetto per accompagnare carni rosse, arrosti, frittate, verdure crude o cotte ed è assolutamente da provare anche su gelato e fragole.

Che vino abbinare alla bavarese ai peperoni

Come vino da abbinare a questa mia bavarese con ripieno di caprino, crumble e gel di aceto di kiwi  ho scelto il Brina delle Cantine Prima Luce a Tarquinia, in quanto la sua freschezza contrasta con la pastosità di questa ricetta.

Come le definisce la sua creatrice Anna Cedrini, le Cantine Primaluce sono un sogno nato dal cuore dell’Agriturismo Casale Poggio Nebbia, un’azienda agricola fondata dai nonni di Anna all’inizio del ‘900 quando si trasferirono a Tarquinia dalle Marche, grazie all’assegnazione di un terreno dall’Ente Maremma.

Una realtà agricola che,  cresciuta nel tempo, oggi vanta 60 ettari coltivati ed una gestione biologica certificata, dove vengono prodotti vino, olio, pasta, confetture e altri prodotti di  eccellenza.

Anna ed i suoi collaboratori si definiscono dei semplici vignaioli che amano e rispettano la terra su cui lavorano ed è per questo motivo che, per realizzare la loro gamma di vini, prediligono l’utilizzo di tecniche semplici e naturali, preservandone così le loro qualità organolettiche.

Ed il vino Brina è proprio il classico esempio di questa loro attività: le sue uve, certificate biologiche, vengono raccolte a mano e portate in cella frigo per una notte, in modo da prevenire l’ossidazione e mantenere i chicchi sani.

Questo vino è stato chiamato così per esaltare la sua freschezza che è come quella della brina che al mattino ricopre la vigna: è un Viognier in purezza, un vitigno originario della valle del Rodano che ha trovato nei terreni della Tuscia, ricchi di i sedimenti minerali, il suo habitat ideale.

Di colore paglierino brillante, il Brina è un bianco di grande complessità, una dote che gli viene conferita, durante il suo affinamento, dal processo di stabulazione e dal periodo di batonnage di 6 mesi sulle fecce fini in acciaio. Inoltre con 3 anni di invecchiamento può sviluppare il potenziale dei profumi tiolici passando da quelli propri dell’agrume alla frutta tropicale

Ottimo anche se abbinato a carni bianche, piatti di pesce o di verdure, il Brina è un vino che al naso presenta intensi aromi agrumati di limone, con note delicate di pesca nettarina, ananas e fiori gialli mentre al palato si manifesta deciso e strutturato, con una buona freschezza e un finale elegante che richiama gli agrumi.

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