Ogni volta che torno in America mi appassiono sempre di più alle loro tradizioni culinarie e da questo mio entusiasmo, che spero sia contagioso, è nata la mia nuova ricetta, i Blueberry Muffins.
Soffici, profumati e costellati di mirtilli freschi, questi piccoli dolcetti uniscono la golosità tipica americana alla delicatezza e alla precisione che mettiamo noi in Italia quando prepariamo dei dolci a casa.
Facili da preparare, questi Blueberry Muffins sono l’ideale se vuoi organizzare una colazione o una merenda speciale, diventando ancora più buoni dopo qualche ora, quando i sapori si riescono a fondere perfettamente.
I mirtilli nei muffins ma non solo
Quella di aggiungere i mirtilli nei muffins è un’abitudine che abbiamo importato dalla tradizione culinaria americana ma non è il solo ed unico modo in cui nella cucina d’oltreoceano si utilizzano questi frutti.
Una tradizione quella statunitense che trovo affascinante perché ricca, creativa ed accogliente; quindi, ogni qual volta che ne ho l’occasione, cerco di preparare le ricette, di quel mondo, che mi incuriosiscono di più, senza però mai rinunciare al mio tocco italiano, dove sono sempre presenti equilibrio, ingredienti genuini ed anche un pizzico di cura in più nei dettagli.
Ecco perché ogni morso dato ai miei Blueberry Muffins si rivela un piccolo momento di felicità in quanto la dolcezza dello zucchero, la freschezza della frutta e la loro consistenza, umida e soffice, li rende davvero dei dolcetti indimenticabili.
Ma, come accennavo prima, i mirtilli, viste le loro origini ultra millenarie, sono diventati nel tempo un’icona della cucina americana e chef e pasticceri, già da moltissimi anni, li aggiungono nelle loro ricette dolci più famose ed, alcune volte, anche nelle preparazioni salate.
Chi non ha mai sentito parlare della Blueberry Pie, la Torta di Mirtilli, dei Blueberry Scones, dei Pancakes e dei Waffles ai mirtilli, sempre presenti nelle colazioni o nei brunch americani. Molto amati sono anche i Blueberry Crumble o Crisp, dove i mirtilli, insieme sd altri frutti come le mele o il rabarbaro, vengono coperti da uno strato croccante di briciole, il crumble, preparato con farina, avena, zucchero e burro, oppure da una crosta più ricca, il crisp, che include anche la frutta secca.
Infine, parlando invece delle ricette salate, non possiamo non ricordare il Blueberry Cobbler, un dessert rustico dove i mirtilli sono ricoperti da una pasta biscottata, oppure la Cranberry Sauce che accompagna nel pranzo del Thanksgiving americano il tacchino arrosto e tutti gli altri piatti salati.
Forse perché influenzati da queste tradizioni d’oltreoceano, anche noi in Italia abbiamo iniziato ad utilizzare sempre più frequentemente i mirtilli nelle nostre ricette salate e sono nati i risotti, le torte salate, le salse, per accompagnare le carni selvatiche, oppure li abbiamo abbinati ai formaggi e li abbiamo inseriti nelle insalate.
Ma è nei nostri dolci che abbiamo imparato ad usarli sempre più spesso e nei banchi dei panifici e delle pasticcerie, oltre alle più comuni marmellate, confetture, gelati e biscotti, hanno iniziato far bella mostra di sé la panna cotta, i sorbetti, i plumcakes, le crostate, le mousse, i semifreddi e la cheesecake, tutti rigorosamente preparati con i Blueberry oppure con i cranberry, i mirtilli rossi, per avere un gusto più acidulo.
Conosciamo meglio i mirtilli: blueberry
Tra tutti i frutti di bosco che conosciamo, i mirtilli sono senz’altro tra quelli più apprezzati sia per la versatilità in cucina sia per tante proprietà benefiche che apportano al nostro organismo.
Esistono diverse varietà di mirtillo, quello Rosa, il Siberiano, il mirtillo Rosso ma quelli più comuni in commercio sono quello Nero e soprattutto il mirtillo Americano.
Quello Nero è il cosiddetto mirtillo europeo, quello originario dell’Eurasia, l’area continetale che comprende Europa ed Asia: è il frutto che cresce spontaneamente nei boschi delle zone montane e submontane. In Italia lo troviamo sulle Alpi e sugli Appennini ma in generale è diffuso in tutte le regioni dai climi temperati o subartici dell’emisfero boreale.
E’ un tipo di mirtillo che si distingue per il sapore molto intenso e per un’alta concentrazione di antiossidanti, purtroppo però le dimensioni più piccole e la minore produttività lo rendono meno appetibile commercialmente.
I più diffusi oggi, quelli che troviamo comunemente nei banchi frutta dei supermercati, sono i mirtilli giganti americani, che sono originari del Nord America e che venivano coltivati già ai tempi dei pellerossa.
Pur avendo un’origine così antica, le coltivazioni dei mirtilli americani si sono diffuse a livello mondiale solo agli inizi del XX secolo e le cultivar commerciali che conosciamo oggi sono il risultato finale di vari incroci tra le diverse varietà selvatiche.
In Italia li coltiviamo soprattutto in Piemonte, che è la regione leader con circa 700 ettari dedicati, in Trentino, in Lombardia ed in Veneto, a cui si sono aggiunte in tempi più recenti anche delle regioni del sud Italia come la Calabria e la Sicilia.
La loro diffusione è dovuta a tanti fattori: innanzitutto la loro coltura, sebbene abbia bisogno di terreni acidi, ben drenati e di una irrigazione controllata, si adatta alle temperature ed alle latitudini più disparate.
Inoltre è una pianta che ha rese commerciali molto vantaggiose, i frutti si conservano bene dopo la raccolta ma soprattutto, come dice il loro stesso nome, hanno delle dimensioni tanto più grandi rispetto ai mirtilli europei, una dote che li rende molto più facili da raccogliere e molto più attraenti per il consumo fresco.
Come accennavo all’inizio, i mirtilli possiedono diverse proprietà nutrizionali benefiche per il nostro organismo: sono frutti ricchi di acqua che costituisce l’85% del loro peso e di vitamine, C, K, e del gruppo B.
Sono poco calorici, circa 25 calorie per ogni 100 grammi, sono ricchi di fibre e di minerali, soprattutto magnesio, potassio, fosforo, sodio, ferro, manganese e rame e sono tra le migliori fonti naturali di antiossidanti, flavonoidi e polifenoli e soprattutto antociani, da cui prendono il caratteristico colore blu/viola.
Tutte queste peculiarità li rendono dei frutti particolarmente utili alla nostra salute: gli antiossidanti presenti, per esempio, ci fanno diminuire il rischio di malattie cardiovascolari, riducendo la pressione sanguigna e ci aiutano nel combattere i radicali liberi e nel proteggere le nostre cellule, contribuendo a prevenire il loro invecchiamento precoce ed il sorgere di malattie croniche.
Inoltre, insieme alla vitamina C, ci aiutano a rinforzare il sistema immunitario, migliorano la salute oculare, quella delle vie urinaria, la circolazione sanguigna e, attraverso le fibre contenute, favoriscono la normale funzione digestiva; infine il loro ridotto indice glicemico li rende salutari per chi soffre di iperglicemia.