Dolce di sfoglia con le pesche

Sfoglia dolce alle pesche

Pubblicazione: 14/10/2025

dolce di sfoglia alle pesche

La sfoglia alle pesche è uno di quei dolci che profumano d’estate, di semplicità e di merende all’aria aperta.
Una torta dove sono sufficienti solo un rotolo di pasta sfoglia e pochi altri ingredienti, per ottenere una vera bontà, croccante fuori e morbida dentro: l’ideale per chi ama i sapori genuini ed i dolci preparati con la frutta di stagione.
Per realizzarla ho scelto le pesche noci, dette anche nettarine, un frutto succoso e zuccherino, che, insieme ad una punta di confettura e di limone, è diventato il protagonista assoluto di questo golosissimo dolce.
Se però le noci pesche non sono di tuo gradimento, le puoi sostituire con le albicocche, le prugne o, se deciderai di preparare questa sfoglia in autunno, con le mele.
Perfetta a colazione o per una merenda improvvisata da portare ad un picnic, è la classica torta che puoi cucinare anche all’ultimo minuto, mettendo comunque tutti d’accordo.
Infatti tra preparazione e cottura non servono più di 35 minuti: più facile di così!
Sei pront* a prepararla con me???

Dettagli della ricetta

Persone:

4

Difficoltà:

Medio

Tempo di preparazione:

50 minuti

Strumenti necessari:

Tagliere, coltello, ciotola, cucchiaio, pennello da cucina, teglia, forchetta.

Ingredienti della ricetta

  • rotolo di pasta sfoglia rettangolare:

    1

  • pesche noci:

    2

  • confettura di pesche:

    1 cucchiaio

  • succo di limone:

    mezzo

  • zucchero semolato:

    q.b.

  • acqua:

    q.b.

Procedimento

  • Fase 1

    Lava le pesche noci, tagliale a metà, elimina il nocciolo e affettale in modo non troppo sottile.

  • Fase 2

    Metti queste fettine in una padella antiaderente insieme ad un cucchiaio di zucchero semolato ed al succo del mezzo limone in modo che possano caramellizzarsi.

  • Fase 3

    Cuoci a fiamma media per circa 5-7 minuti, finché non si saranno rosolate completamente ma facendo attenzione, nello stesso tempo, a non farle diventare troppo cotte. Se lo preferisci, puoi conferire alla tua torta una dolcezza più spiccata ed aggiungere anche un pizzico di vaniglia. Una volta caramellate, lascia che le tue pesche si intiepidiscano.

  • Fase 4

    Srotola la pasta sfoglia, tagliala in due rettangoli e posizionane uno sulla teglia, lasciandolo sulla carta forno. Io ho utilizzato una teglia da 20 cm.

  • Fase 5

    Spennella questo primo rettangolo con un pò di acqua e spolveralo con un pò di zucchero semolato; poi adagiaci sopra l’altro rettangolo incrociandone il verso.

  • Fase 6

    Spalma al centro dei due rettangoli un sottile strato di confettura di pesche, avendo cura di lasciare i bordi liberi.

  • Fase 7

    Disponi sopra le pesche cotte, ordinandole a ventaglio oppure sovrapposte.

  • Fase 8

    Ripiega i bordi della sfoglia verso l’interno, bagnali con l’acqua e spolvera con dell’altro zucchero.

  • Fase 9

    Cuoci per 20-25 minuti in un forno statico, già caldo, a 180°C, finché la sfoglia non sarà diventata ben dorata.

  • Fase 10

    Infine lascia intiepidire il tuo dolce e servilo, se vuoi, accompagnandolo con una pallina di gelato oppure con un ciuffo di panna montata.

La sfoglia alle pesche è uno di quei dolci che non mi stanco mai di preparare perché ti fanno sentire il profumo dell’estate, delle cose semplici e delle merende che mangiavo da piccola.

Una torta semplice che necessita di pochi ingredienti, un rotolo di pasta sfoglia, le pesche e pochi altri e il risultato sarà avere una vera bontà, croccante fuori e morbida dentro.

Potrai mangiarla a colazione o portarla ad un picnic ed è quel dolce che puoi preparare anche all’ultimo minuto: tra preparazione e cottura non ti serviranno più di 35 minuti!!!

Pesche: conoscere questo frutto meraviglioso

Le pesche sono uno dei frutti che identificano la bella stagione e, quando iniziamo a vederle nei banchi degli ortofrutta e dei supermercati, vuol dire che sta arrivando l’estate.

La pesca è un frutto antichissimo che nasce in Cina quasi 8000 anni fa e che da lì si è diffuso verso occidente lungo le antiche vie commerciali, arrivando prima in Persia, da cui il nome botanico di Prunus Persica, e poi, grazie ad Alessandro Magno, in Europa nel IV secolo a.C..

Le prime coltivazioni della pesca nel mondo occidentale furono istituite in Italia ed in Grecia mentre fu grazie agli Spagnoli che si diffuse nel Nuovo Mondo, prima in Messico ed in tutta l’America Latina nel XVI secolo e poi nel Nord America: qui trovarono il loro habitat naturale, gli Stati Uniti col tempo sono diventati uno dei maggiori produttori mondiali.

Nel mondo oggi di pesche ne possiamo trovare di talmente tante varietà, che rischiamo di perdercene qualcuna, quando vogliamo catalogarle: questo succede perché la sua coltivazione, grazie alle selezioni ed agli incroci, è in continua evoluzione.

Si possono classificare per il colore, per cui ci sono le classiche a pasta gialla che hanno un sapore dolce e spesso leggermente acidulo e quelle bianche che sono più delicate e talvolta con note floreali.

Si differenziano poi per l’aderenza alla polpa: esistono le spicche, che si staccano con facilità e le duracine, che invece sono quelle in cui si fa un po’ più di fatica a separarle dal nocciolo.

C’è poi un’altra classificazione che viene fatta in base alla texture esterna della buccia, ossia alla sensazione al tatto e all’aspetto visivo che ci lascia la sua superficie esteriore: esistono sono le pesche comuni, chiamate anche vellutate, che hanno la buccia ricoperta da una leggera peluria e quelle che invece ho utilizzato io per preparare la mia sfoglia, ossia le pesche noci, dette anche nettarine, che si presentano completamente lisce.

Un’altra differenza ancora riguarda il periodo di maturazione: ci sono varietà di pesche che maturano a giugno e sono molto precoci, poi ci sono quelle che invece completano il loro percorso di maturazione a luglio ed agosto, le precoci, ed infine le tardive che sono le pesche che maturano a settembre.

Come si può notare, questa ultima loro caratteristica diventa fondamentale sia per i produttori che per noi consumatori, perché consente ad entrambi di avere a disposizione questo frutto sempre fresco per tutto il periodo estivo, fino ad ottobre.

Si distinguono infine anche per la forma: le più comuni sono quelle rotonde o ovoidali e poi abbiamo le tabacchiere o saturnine che sono riconoscibili per la loro caratteristica forma piatta e schiacciata ai poli.

L’Italia è una nazione che primeggia nella coltivazione delle pesche, ne produciamo di molte varietà, alcune delle quali sono delle vere e proprie eccellenze e per questo sono state insignite del riconoscimento IGP come la Pesca di Romagna, la Pescabivona, tipica della Sicilia, che si contraddistingue per la polpa bianca e croccante e per la buccia giallo verde con una striatura rossa e la Pesca di Verona che comprende ben 22 varietà divise in precoci, medie e tardive, a polpa bianca e gialla e nettarine a polpa gialla.

Ma ne esistono anche altre tantissime tipologie, che non posso citare tutte, che sono altrettanto buone e tipiche di alcune zone della nostra Penisola come la Pesca Bianca Napoletana, la Bellella di Melito, la Pesca Cardinal, la Pesca Impero, le Tabacchiere citate prima, caratteristiche dell’Etna e prodotto Slow Food oppure le Percoche che in Campania hanno ricevuto il riconoscimento PAT e sono a polpa gialla, soda e croccante e che vengono spesso utilizzate per la conservazione o in abbinamento al vino.

Ma le pesche non sono soltanto dei frutti gustosi e rinfrescanti durante il periodo estivo, sono anche un concentrato di proprietà benefiche per il nostro organismo: innanzitutto sono ricchissimi di acqua, privi di grassi e possiedono poche calorie, il che li rende perfetti per una dieta ipocalorica.

Contengono poi antiossidanti, vitamine A, C, E, K e del gruppo B, fibre, circa 1,5-2 per ogni 100g, e minerali come rame, zinco, manganese, calcio, ferro, fosforo, magnesio e soprattutto potassio che li rende efficaci per la regolazione della nostra pressione sanguigna, la funzione muscolare, compresa quella cardiaca, e per l’equilibrio idro-salino.

Per tutte queste loro caratteristiche sono diventati dei frutti molto importanti per nostro benessere fisico: sono utili alla nostra salute cardiovascolare, quella degli occhi, della pelle, ci aiutano a mantenere il corpo idratato, favoriscono la regolarità intestinale, prevenendo la stitichezza, e proteggono le nostre cellule dai danni dei radicali liberi, riducendo il rischio di malattie croniche e dell’invecchiamento precoce. Inoltre il loro essere ricchi di acqua e fibre, contribuisce ad infonderci quel senso di sazietà che li rende perfetti per uno spuntino gratificante, anche se povero di calorie mentre l’elevato contenuto di acqua e di potassio favorisce l’eliminazione dei  nostri liquidi in eccesso e delle tossine, supportando così la funzione renale del nostro organismo.

Infine la presenza nella loro polpa e nella buccia della vitamina C e di altri nutrienti rende più forte il nostro sistema immunitario, aiutando il corpo a difendersi dalle infezioni.

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