La sfoglia alle pesche è uno di quei dolci che non mi stanco mai di preparare perché ti fanno sentire il profumo dell’estate, delle cose semplici e delle merende che mangiavo da piccola.
Una torta semplice che necessita di pochi ingredienti, un rotolo di pasta sfoglia, le pesche e pochi altri e il risultato sarà avere una vera bontà, croccante fuori e morbida dentro.
Potrai mangiarla a colazione o portarla ad un picnic ed è quel dolce che puoi preparare anche all’ultimo minuto: tra preparazione e cottura non ti serviranno più di 35 minuti!!!

Pesche: conoscere questo frutto meraviglioso
Le pesche sono uno dei frutti che identificano la bella stagione e, quando iniziamo a vederle nei banchi degli ortofrutta e dei supermercati, vuol dire che sta arrivando l’estate.
La pesca è un frutto antichissimo che nasce in Cina quasi 8000 anni fa e che da lì si è diffuso verso occidente lungo le antiche vie commerciali, arrivando prima in Persia, da cui il nome botanico di Prunus Persica, e poi, grazie ad Alessandro Magno, in Europa nel IV secolo a.C..
Le prime coltivazioni della pesca nel mondo occidentale furono istituite in Italia ed in Grecia mentre fu grazie agli Spagnoli che si diffuse nel Nuovo Mondo, prima in Messico ed in tutta l’America Latina nel XVI secolo e poi nel Nord America: qui trovarono il loro habitat naturale, gli Stati Uniti col tempo sono diventati uno dei maggiori produttori mondiali.
Nel mondo oggi di pesche ne possiamo trovare di talmente tante varietà, che rischiamo di perdercene qualcuna, quando vogliamo catalogarle: questo succede perché la sua coltivazione, grazie alle selezioni ed agli incroci, è in continua evoluzione.
Si possono classificare per il colore, per cui ci sono le classiche a pasta gialla che hanno un sapore dolce e spesso leggermente acidulo e quelle bianche che sono più delicate e talvolta con note floreali.
Si differenziano poi per l’aderenza alla polpa: esistono le spicche, che si staccano con facilità e le duracine, che invece sono quelle in cui si fa un po’ più di fatica a separarle dal nocciolo.
C’è poi un’altra classificazione che viene fatta in base alla texture esterna della buccia, ossia alla sensazione al tatto e all’aspetto visivo che ci lascia la sua superficie esteriore: esistono sono le pesche comuni, chiamate anche vellutate, che hanno la buccia ricoperta da una leggera peluria e quelle che invece ho utilizzato io per preparare la mia sfoglia, ossia le pesche noci, dette anche nettarine, che si presentano completamente lisce.
Un’altra differenza ancora riguarda il periodo di maturazione: ci sono varietà di pesche che maturano a giugno e sono molto precoci, poi ci sono quelle che invece completano il loro percorso di maturazione a luglio ed agosto, le precoci, ed infine le tardive che sono le pesche che maturano a settembre.
Come si può notare, questa ultima loro caratteristica diventa fondamentale sia per i produttori che per noi consumatori, perché consente ad entrambi di avere a disposizione questo frutto sempre fresco per tutto il periodo estivo, fino ad ottobre.
Si distinguono infine anche per la forma: le più comuni sono quelle rotonde o ovoidali e poi abbiamo le tabacchiere o saturnine che sono riconoscibili per la loro caratteristica forma piatta e schiacciata ai poli.
L’Italia è una nazione che primeggia nella coltivazione delle pesche, ne produciamo di molte varietà, alcune delle quali sono delle vere e proprie eccellenze e per questo sono state insignite del riconoscimento IGP come la Pesca di Romagna, la Pescabivona, tipica della Sicilia, che si contraddistingue per la polpa bianca e croccante e per la buccia giallo verde con una striatura rossa e la Pesca di Verona che comprende ben 22 varietà divise in precoci, medie e tardive, a polpa bianca e gialla e nettarine a polpa gialla.
Ma ne esistono anche altre tantissime tipologie, che non posso citare tutte, che sono altrettanto buone e tipiche di alcune zone della nostra Penisola come la Pesca Bianca Napoletana, la Bellella di Melito, la Pesca Cardinal, la Pesca Impero, le Tabacchiere citate prima, caratteristiche dell’Etna e prodotto Slow Food oppure le Percoche che in Campania hanno ricevuto il riconoscimento PAT e sono a polpa gialla, soda e croccante e che vengono spesso utilizzate per la conservazione o in abbinamento al vino.
Ma le pesche non sono soltanto dei frutti gustosi e rinfrescanti durante il periodo estivo, sono anche un concentrato di proprietà benefiche per il nostro organismo: innanzitutto sono ricchissimi di acqua, privi di grassi e possiedono poche calorie, il che li rende perfetti per una dieta ipocalorica.
Contengono poi antiossidanti, vitamine A, C, E, K e del gruppo B, fibre, circa 1,5-2 per ogni 100g, e minerali come rame, zinco, manganese, calcio, ferro, fosforo, magnesio e soprattutto potassio che li rende efficaci per la regolazione della nostra pressione sanguigna, la funzione muscolare, compresa quella cardiaca, e per l’equilibrio idro-salino.
Per tutte queste loro caratteristiche sono diventati dei frutti molto importanti per nostro benessere fisico: sono utili alla nostra salute cardiovascolare, quella degli occhi, della pelle, ci aiutano a mantenere il corpo idratato, favoriscono la regolarità intestinale, prevenendo la stitichezza, e proteggono le nostre cellule dai danni dei radicali liberi, riducendo il rischio di malattie croniche e dell’invecchiamento precoce. Inoltre il loro essere ricchi di acqua e fibre, contribuisce ad infonderci quel senso di sazietà che li rende perfetti per uno spuntino gratificante, anche se povero di calorie mentre l’elevato contenuto di acqua e di potassio favorisce l’eliminazione dei nostri liquidi in eccesso e delle tossine, supportando così la funzione renale del nostro organismo.
Infine la presenza nella loro polpa e nella buccia della vitamina C e di altri nutrienti rende più forte il nostro sistema immunitario, aiutando il corpo a difendersi dalle infezioni.